Il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta cautelare presentata dal Trapani, che mirava alla sospensione del campionato di Serie C e alla sua partecipazione alla competizione 2026/2027, anche in sovrannumero. La decisione, emessa a Roma l'11 settembre 2026, alle 13:27, segna un nuovo e significativo passaggio nella vicenda giudiziaria che vede protagonista il club siciliano, già retrocesso in Serie D a seguito delle determinazioni degli organi della giustizia sportiva e successivamente sottoposte al vaglio della giustizia amministrativa.

Il punto centrale del provvedimento si focalizza sul delicato bilanciamento tra l'interesse specifico della società appellante e la prevalente esigenza di non alterare un torneo calcistico già regolarmente avviato.

I giudici amministrativi hanno richiamato l'attenzione sull'inizio del campionato di Serie C 2026/2027, fissato al 23 agosto 2026, e hanno concluso che l'eventuale ingresso del Trapani nella competizione avrebbe comportato una potenziale e significativa alterazione dell'equilibrio dei campionati, con evidenti ripercussioni sulle altre società calcistiche e sull'interesse generale tutelato dalla Federazione.

Il rigetto della cautelare e il campionato in corso

Nel suo decreto, il Consiglio di Stato ha escluso l'accoglimento della domanda cautelare di partecipazione al campionato di Serie C. La richiesta del Trapani mirava a incidere su un quadro sportivo già definito e consolidato dopo l'avvio della stagione.

I giudici hanno affermato che la partecipazione della società appellante alla Serie C 2026/2027 avrebbe prodotto effetti anche nei confronti delle società terze e della Federazione, per la necessità di non pregiudicare il regolare svolgimento delle competizioni in corso.

È fondamentale sottolineare che la presente decisione non chiude il giudizio nel merito. Il Consiglio di Stato ha infatti indicato come opportuna e necessaria la celere fissazione dell'udienza di merito, al fine di permettere una trattazione approfondita e in sede di piena cognizione di tutte le questioni sollevate in giudizio. Questo passaggio evidenzia la netta distinzione tra il rigetto della misura cautelare e la successiva, più ampia, valutazione sul merito del ricorso presentato.

Il precedente ricorso al Tar

La vicenda amministrativa aveva già avuto un precedente passaggio davanti al Tar del Lazio, a seguito delle decisioni sportive che avevano condotto alla retrocessione del Trapani tra i dilettanti. Il club aveva precedentemente richiesto l'annullamento degli atti amministrativi e sportivi legati alle penalizzazioni subite e alla conseguente retrocessione, domandando esplicitamente anche "il riconoscimento del titolo a partecipare al campionato di Serie C".