A Como, il 9 settembre 2026, l'allenatore Cesc Fabregas ha riportato l'attenzione sul campo alla vigilia dello storico debutto in Champions League del Como contro il Lipsia. Il tecnico ha riconosciuto l'importanza e il peso storico di questo appuntamento per il club, ma ha subito chiarito che le sue decisioni in merito alla formazione titolare saranno guidate da un unico e imprescindibile criterio: individuare i giocatori più adatti e preparati a lottare per la vittoria.
Il fulcro del suo discorso ha riguardato il delicato equilibrio tra gratitudine e competitività.
Fabregas non ha in alcun modo negato il valore e il contributo fondamentale di coloro che hanno accompagnato il Como fino a raggiungere questo prestigioso traguardo europeo. Tuttavia, ha sottolineato con fermezza che la partita imminente richiede scelte pragmatiche, interamente focalizzate sul presente e sulla performance. "Siamo grati a chi ha portato il Como finora qui", ha dichiarato il tecnico, "ma io sceglierò in base a chi è più adatto a farci vincere la partita. Tutti meriterebbero di stare in campo, ma non fermiamoci al passato, vogliamo guardare avanti. I ragazzi lo sanno, ho un gruppo in cui tutti ora sono allo stesso livello". Questa affermazione evidenzia la sua volontà di privilegiare la forma attuale e l'efficacia sul campo rispetto a considerazioni legate al percorso pregresso, pur riconoscendone il valore.
Il merito come criterio di scelta fondamentale
Con queste parole, l'allenatore ha delineato la linea guida che orienterà la sua prima, cruciale decisione in ambito europeo. Non vi saranno gerarchie predefinite o immutabili, né convocazioni di natura puramente simbolica. La valutazione si baserà esclusivamente sulla forma fisica, sulle specifiche caratteristiche tecniche dei singoli giocatori e sulla loro effettiva utilità per la strategia di squadra. Si tratta di un messaggio chiaro e diretto rivolto all'intero gruppo, chiamato ad affrontare la notte di Champions con la giusta mentalità competitiva, evitando di trasformarla in una mera celebrazione anticipata. La riconoscenza per il cammino compiuto rimane un sentimento presente e condiviso, ma il Como è ora chiamato a misurarsi con il Lipsia come una squadra che intende seriamente competere e lasciare il proprio segno.
Fabregas ha poi ammesso che l'intero contesto di questa partita resterà indelebilmente impresso nella memoria storica del club, ma ha ribadito che ciò non altererà in alcun modo la sua responsabilità tecnica e il suo approccio professionale. "So che resterà nella storia", ha aggiunto, "ma io devo pensare alla partita, e a fare bene come sempre. Non mettiamo i nostri obiettivi in ordine di importanza, quando si va in campo". Questa dichiarazione riassume efficacemente l'approccio adottato: un profondo rispetto per l'eccezionalità dell'evento, unito a una ferma e inequivocabile concentrazione sulla prestazione sportiva e sul risultato.
La vigilia dello storico esordio al Sinigaglia
L'attesa sfida è in programma giovedì 10 settembre alle ore 21:00, e si svolgerà nello stadio Sinigaglia, segnando l'esordio assoluto del Como nella prestigiosa competizione della Champions League.
Alla vigilia, Fabregas ha cercato attivamente di mitigare la pressione sull'ambiente, infondendo un senso di pragmatismo. "È una partita da vincere come le altre", ha affermato, "spero non ci sia leggerezza". Ha inoltre riconosciuto la forza dell'avversario, definendo il Lipsia una "grande squadra", ma ha prontamente aggiunto che il Como è "pronto" ad affrontare la sfida. Per quanto riguarda le scelte offensive, il tecnico ha rivelato di aver già preso le sue decisioni, specificando: "Kean o Douvikas? Ho già deciso". Queste parole sottolineano la sua determinazione e la chiarezza delle sue idee tattiche in vista di un incontro così significativo.