FIRENZE – La Fiorentina attraversa un momento estremamente difficile, con il tecnico Fabio Grosso al centro delle discussioni dopo la terza sconfitta consecutiva in campionato. Il 2-1 subito contro il Torino ha aggravato la situazione, lasciando la squadra a quota zero punti in classifica e rendendo la posizione dell'allenatore, giunto da poco sulla panchina gigliata, sempre più fragile. Grosso, tuttavia, ha escluso categoricamente l'ipotesi delle dimissioni, rimettendo ogni decisione e valutazione alla società.

La posizione di Fabio Grosso: responsabilità e futuro

Il tecnico viola ha adottato una linea chiara, assumendosi la piena responsabilità dell'avvio negativo, ma senza l'intenzione di fare un passo indietro volontario. "Io faccio l'allenatore e mi rimetto alle decisioni di chi è sopra di me", ha dichiarato, aggiungendo con fermezza: "Non ci ho mai pensato" in merito alle dimissioni. Grosso ha riconosciuto che la Fiorentina non ha ancora costruito basi solide e ha definito la recente gara come "un'altra delusione" per la città e per l'intero gruppo. A suo giudizio, le sfide difficili richiedono tempo per essere affrontate e superate, sebbene l'ambiente gigliato meriti indubbiamente risultati ben diversi da quelli ottenuti finora.

Ha ammesso di essere preoccupato per la situazione, ma si è detto anche convinto che la squadra possieda le qualità necessarie per superare questo periodo complesso, definendola un "cantiere aperto" con aspetti positivi da cui ripartire, pur evidenziando l'incapacità attuale di gestire stabilmente l'andamento delle partite.

Analizzando la partita contro il Torino, Grosso ha evidenziato i limiti emersi nel primo tempo, in particolare nella gestione dell'uscita sul play avversario, pur notando che gli avversari non avevano creato un numero eccessivo di occasioni. Nella ripresa, secondo l'allenatore, la Fiorentina ha mostrato un miglioramento significativo, riuscendo a portarsi in vantaggio e sfiorando persino il raddoppio.

La contestazione da parte dei tifosi al Franchi è stata "forte e netta", un segnale inequivocabile del malcontento. Nonostante ciò, Grosso ha insistito sulla necessità di continuare a lavorare con impegno per arrivare a un undici titolare stabile, un obiettivo che ha ammesso essere ancora "lontano e difficile da raggiungere".

Pellegrino: un gol dal sapore amaro e la fiducia del gruppo

Per Pellegrino è arrivato il primo gol con la maglia viola, una rete che, tuttavia, non è riuscita a mitigare l'amarezza di una serata conclusa con l'ennesima sconfitta. Il giocatore ha descritto la sua marcatura come un gol dal "sapore amaro", ricordando come la Fiorentina avesse iniziato bene il secondo tempo, arrivando a un passo dal 2-0 con un colpo di testa di Atta.

Pellegrino ha poi lanciato un richiamo al gruppo, sottolineando l'importanza della crescita: la giovane età della squadra non deve essere considerata un alibi, ma piuttosto uno stimolo a maturare e a invertire la rotta attraverso il lavoro quotidiano. Riguardo al rapporto con l'allenatore, ha confermato che è "ottimo" e ha ribadito con convinzione: "Crediamo in lui", esprimendo la piena fiducia del gruppo nei confronti di Grosso.

Le dichiarazioni post-partita di Grosso

Dalle parole emerse in conferenza stampa, Grosso ha ulteriormente chiarito la sua posizione. Ha ribadito che la squadra non voleva iniziare la stagione in questo modo e che la partita contro il Torino, pur con le difficoltà del primo tempo, avrebbe potuto non essere persa.

Ha riconosciuto la reazione della ripresa, ma ha sottolineato come la gara sia poi sfuggita di mano con due gol considerati evitabili. Sui cori dei tifosi, ha spiegato che "certe cose non dipendono da lui" e che preferisce non sprecare energie su questo aspetto. Il tecnico si è assunto la responsabilità dell'avvio negativo, ricordando che la Fiorentina è una piazza che "merita di più" e che i tifosi desiderano tornare protagonisti. Alla domanda sul mancato sostegno pubblico da parte di Paratici, ha risposto di non voler cadere in "giochini" comunicativi, mantenendo un profilo diretto e concentrato sul campo. La sua preoccupazione è palpabile, ma altrettanto forte è la sua convinzione nelle qualità della squadra per superare l'attuale momento critico.