Alla vigilia dell'importante sfida contro il Milan, Gennaro Gattuso, tecnico della Lazio, ha affrontato il tema del rapporto con l'ambiente biancoceleste e il desiderio di rivedere lo stadio Olimpico pieno. Le sue dichiarazioni a Dazn, rilasciate a Roma l'11 settembre 2026, hanno evidenziato il rispetto per la posizione dei tifosi, pur esprimendo la speranza di un ricongiungimento tra la squadra e il suo pubblico.

«Vedere l'Olimpico pieno è un mio sogno, è surreale entrare in campo così, sembra di essere tornato in pieno Covid. Però bisogna rispettare la decisione dei tifosi che sono coerenti, non voglio entrare nel merito.

Stanno seguendo una linea e noi possiamo solo lavorare, fare più risultati possibili e sperare che tutto questo si possa sistemare. Spero che un giorno tutto questo finisca e di toccarlo con mano, perché vorrebbe dire che sono ancora qua», ha affermato il tecnico biancoceleste, sottolineando il suo profondo legame con la realtà laziale.

Il lavoro sulla Lazio e il peso dell'ambiente

Gattuso ha riconosciuto le difficoltà ambientali, ma ha ribadito di trovarsi a suo agio in un club che considera di primo livello. «Sapevo le difficoltà ambientali che c'erano, ma mi trovo a mio agio. La Lazio è un grande club», ha dichiarato. Pur menzionando la sconfitta in Coppa Italia contro il Mantova come un "prezzo caro", ha confermato la "strada giusta" intrapresa.

L'obiettivo primario, ha spiegato, è «dare un'identità precisa alla squadra», concentrandosi sulla costruzione di una fisionomia riconoscibile.

Il tecnico ha poi esteso il suo ringraziamento alla società e ai calciatori che hanno scelto la Lazio con convinzione, evidenziando la loro "grande voglia". Ha citato l'esempio di Frattesi: «Con Frattesi parlavo spesso, è un ragazzo perbene, è giusto che abbia fatto una scelta così».

La ferita Nazionale e il contesto verso il Milan

L'esperienza in Nazionale è stata definita da Gattuso «una grandissima esperienza», ma la mancata qualificazione al Mondiale resta una ferita aperta. «Non siamo andati al Mondiale per episodi, che fanno parte del calcio. È normale che fa male, brucia e lo farà per il resto della mia vita», ha concluso, sottolineando il peso di quel capitolo nel suo percorso.