A Roma, il 19 settembre 2026, il presidente e amministratore delegato dell'Inter, Beppe Marotta, ha espresso il suo profondo cordoglio per la scomparsa di Sandro Mazzola, figura iconica della storia nerazzurra. Marotta ha affidato il suo ricordo a parole cariche di riconoscenza, legando l'addio dell'ex campione alla memoria del club e alla continuità di una tradizione sportiva che Mazzola ha forgiato con fedeltà e talento.
Il tributo del presidente nerazzurro
Il messaggio di Marotta ha esordito sottolineando il peso simbolico della perdita: "Oggi se ne va un altro pezzo di leggenda nerazzurra".
Il dirigente ha poi evidenziato l'esclusivo rapporto di Mazzola con l'Inter, un legame durato un'intera esistenza. "Sandro era l'Inter", ha spiegato Marotta, sottolineando come Mazzola fosse "entrato da ragazzo" e avesse "scelto di restare per sempre": "una sola maglia, diciassette stagioni, una vita intera". Con la Grande Inter di Herrera, Mazzola ha "scritto pagine che nessuno cancellerà", lasciando un'eredità indelebile. Marotta ha concluso il suo omaggio affermando il dovere del club: "Oggi il nostro dovere è custodirne il ricordo, perché un club è grande quanto la sua memoria. E quella di Sandro resterà con noi, per sempre".
Una fedeltà diventata identità
Nelle parole di Beppe Marotta, il profilo di Sandro Mazzola emerge non solo come quello di un grande calciatore, ma come un riferimento identitario per l'Inter.
L'enfasi sulla "una sola maglia" e sulle "diciassette stagioni" restituisce il senso di una carriera interamente dedicata allo stesso orizzonte sportivo. Questo percorso ha plasmato un'identità unica, rendendo Mazzola un simbolo di appartenenza. Il richiamo alla Grande Inter di Helenio Herrera, un'epoca di trionfi, colloca il suo nome in una stagione che il club considera parte essenziale della propria memoria collettiva, fatta di vittorie storiche, di forte appartenenza e continuità valoriale.
Il ricordo esteso del club
In un approfondimento ufficiale, il club ha ricordato Sandro Mazzola come una leggenda nerazzurra e del calcio mondiale, la cui scomparsa a 83 anni ha lasciato un vuoto incolmabile.
Il cordoglio è stato espresso da tutte le componenti del mondo Inter: dal presidente Giuseppe Marotta, Javier Zanetti, Cristian Chivu, lo staff tecnico, i giocatori e tutti i tifosi, uniti nel dolore accanto alla famiglia del campione. Il racconto ripercorre le tappe fondamentali della sua carriera: l'ingresso nel club da ragazzo, il memorabile debutto in prima squadra nel 1961 contro la Juventus, dove segnò il gol dell'Inter in una partita terminata 9-1. Viene rievocato il trionfo nella Coppa dei Campioni del 1964 contro il Real Madrid, impresa storica che vide Mazzola protagonista con una doppietta decisiva. La sua figura resta un pilastro della storia interista, esempio di dedizione e grandezza.