Il calcio italiano è in lutto per la scomparsa di Sandro Mazzola, leggenda e figura iconica. Il 19 settembre 2026, da Roma, il presidente federale Giovanni Malagò ha espresso il profondo cordoglio per la perdita dell'ex campione, sottolineando l'impronta indelebile lasciata nello sport nazionale. Malagò ha parlato di un "dolore profondo", condiviso dall'intero movimento calcistico, riconoscendo Mazzola come una vera leggenda e un protagonista che ha reso grande il calcio italiano nel mondo, rimanendo nella memoria collettiva.

L'omaggio di Malagò

Il messaggio di Malagò ha reso omaggio a un atleta che ha saputo trascendere i risultati sportivi, assumendo un ruolo simbolico.

Il presidente federale ha ricordato Sandro Mazzola come "una bandiera, un capitano, un campione", evidenziando la sua capacità di essere un riferimento per intere generazioni.

Nel suo ricordo, Giovanni Malagò ha sottolineato il legame di Sandro Mazzola con la sua illustre storia familiare, menzionando il padre, Valentino Mazzola. Malagò ha rimarcato come Sandro sia riuscito a forgiare una vicenda personale altrettanto grande, non solo ereditando un cognome immenso, ma costruendola con il proprio talento, personalità, coraggio e una straordinaria umanità.

Carriera e eredità

La figura di Sandro Mazzola è ricordata come eterno simbolo della Grande Inter e pilastro della Nazionale italiana. Scomparso all'età di 83 anni, Mazzola ha dedicato l'intera carriera professionistica all'Inter (1960-1977), collezionando 565 presenze e segnando 160 gol.

Tra i suoi successi, spiccano la vittoria della Coppa dei Campioni nel 1964 e il prestigioso secondo posto nel Pallone d’Oro del 1971. Il suo percorso con la Nazionale italiana è stato altrettanto significativo. Il messaggio di cordoglio si è concluso con un pensiero di ricongiungimento con il padre e i campioni con cui aveva condiviso pagine gloriose del calcio italiano, riconoscendo un'eredità sportiva e umana intramontabile.