La scomparsa di Sandro Mazzola, ex campione dell’Inter e della Nazionale, ha riportato al centro le parole della sua ultima intervista. Un congedo sobrio, legato alla memoria del padre Valentino, alla famiglia e alla maglia nerazzurra. Mazzola, a 83 anni, scelse il linguaggio del campo: fatica e partita fino all’ultimo pallone.

Nel ricordo più intimo vi era il padre, Valentino, capitano del Grande Torino, tragicamente scomparso a Superga. Sandro lo descrisse come una presenza mai perduta: "Stringo ancora oggi la mano di mio padre: nei sogni entro con lui mano nella mano al Filadelfia.

Gli parlerei dei miei figli, Ilaria, Valentina, Sandro e Paolo, e dell’Inter: i due amori che si dividono il mio cuore". Parole che rivelavano una vita segnata da un cognome illustre, trasformato in una storia autonoma di talento e appartenenza.

La carriera e il legame con la Grande Inter

La carriera di Mazzola rimase indissolubilmente legata all’Inter e alla Grande Inter di Helenio Herrera. La finale di Vienna contro il Real Madrid fu un passaggio simbolico: il successo nerazzurro e la sua prova gli permisero di non essere più soltanto il figlio di Valentino. La sua identità calcistica nacque in quel percorso: tecnica, rapidità, impatto nelle gare più dure e una fedeltà sportiva che lo rese una bandiera.

L'esordio leggendario e il messaggio finale

Nell'ultima intervista, Sandro Mazzola rievocò l'esordio contro la Juventus, la partita del 9-1 in cui l’Inter schierò la formazione giovanile per protesta. In quella sconfitta già scritta, Mazzola segnò il gol nerazzurro su rigore. Quel ricordo divenne metafora per la malattia e il modo in cui desiderava essere ricordato.

Alla domanda su come volesse restare nella memoria, rispose: "Come un bravo uomo che se la gioca anche quando è impossibile vincere, come in quel 9-1. Anche oggi combatto una partita più grande di me: proverò a portarla ai supplementari, magari ai rigori. Prima di smettere di giocare, però, ai giovani dico: abbiate sogni, credeteci e de". Un messaggio che racchiudeva l'essenza del suo spirito combattivo.