Milano, 8 settembre 2026 – José Mourinho ha commentato con enfasi la vittoria del Real Madrid sull’Inter in Champions League, ponendo l'accento sul valore intrinseco del risultato. Il tecnico portoghese ha descritto una gara ricca di occasioni e continui ribaltamenti di fronte, conclusasi con l'ottenimento di tre punti pesanti alla prima uscita stagionale in Europa contro una squadra da lui definita di «altissimo livello».

La sua analisi è stata chiara e diretta: più che la prestazione in sé, a convincerlo pienamente è stato il peso specifico della vittoria.

Interrogato su cosa lo avesse soddisfatto maggiormente, Mourinho ha risposto senza esitazioni: «Il risultato, tre punti alla prima contro una squadra fortissima». Ha poi delineato l'andamento della sfida come uno spettacolo avvincente, soprattutto per chi l'ha osservata dall'esterno: «Una partita penso spettacolare per chi sta a casa e allo stadio, non per me e per Chivu».

Il tecnico ha insistito sulla quantità impressionante di occasioni create e, allo stesso tempo, concesse, evidenziando come la partita avrebbe potuto prendere direzioni imprevedibili e con esiti molto diversi: «Poteva essere 5-0 per noi, 5-5, 6-5, 7-5...».

L'analisi tattica e il peso del 2-1

Mourinho ha riconosciuto i meriti dell’Inter, sottolineando la capacità dei nerazzurri di chiudersi efficacemente con il proprio centrocampo, rendendo estremamente complicata la gestione del possesso palla per il Real Madrid.

Allo stesso tempo, ha evidenziato come ogni ripartenza della sua squadra potesse trasformarsi in una potenziale occasione da gol. Il punteggio di 2-1 ha mantenuto il confronto vivo e incerto fino al fischio finale: «Loro sono bravi, con quel centrocampo a chiudere il blocco basso ma noi ogni contropiede potevamo fare gol. Hanno fatto il 2-1, partita aperta fino alla fine: partita pazza».

L'abbraccio con Chivu e la fiducia in Mbappé

La serata ha offerto anche un significativo intreccio personale: Mourinho si è trovato di fronte Cristian Chivu, suo ex giocatore nell’Inter del Triplete. Il tecnico del Real Madrid ha raccontato il momento del saluto con parole misurate ma cariche di significato: «Un abbraccio prima e un abbraccio dopo.

Io so quello che sente per me e lui sa cosa sento per lui». Un passaggio che ha riportato al centro un rapporto speciale, nato in una stagione storica per i nerazzurri e riemerso ora, con i due protagonisti schierati da avversari in Champions League.

Mourinho ha poi rivolto la sua attenzione a Mbappé, difendendone la prestazione e proiettandolo verso un ruolo decisivo nella competizione. Nonostante il giovane attaccante non sia riuscito a concretizzare alcune chiare opportunità, il tecnico ha espresso piena fiducia: «Ha lavorato tantissimo, ha avuto due o tre palle gol che di solito fa, ma non mi preoccupo».