Il 21 settembre 2026, si è tenuto a Lissone un importante confronto tra il designatore Daniele Orsato, il direttore tecnico Domenico Messina e i rappresentanti dei club di Serie A. L'incontro, il primo dal vivo all'Ibc, ha avuto l'obiettivo di fare il punto sugli episodi arbitrali più discussi, confermando la nuova linea tecnica: maggiore continuità al gioco, una riduzione dei fischi sui contatti minimi e un utilizzo del VAR strettamente limitato ai casi in cui l'arbitro non abbia visto o non abbia valutato correttamente l'azione. Nonostante un'ammissione di errori, la direzione intrapresa è stata ribadita con fermezza.

Gli episodi esaminati e la linea confermata

Durante l'incontro, sono stati analizzati specifici episodi che avevano generato polemiche. In particolare, il contatto tra Kalulu e Rowe nella partita Juventus-Atalanta è stato unanimemente giudicato come un'azione da calcio di rigore. Al contrario, l'episodio che ha visto protagonisti Heggem e Oristanio in Bologna-Torino è stato classificato come una valutazione di campo, rientrando nella discrezionalità dell'arbitro. Il presidente di Lega Serie A, Ezio Simonelli, ha sottolineato il «grande senso di autocritica» emerso, riportando le parole di Orsato che si è definito «il primo ad arrabbiarsi» per gli errori commessi. Nonostante ciò, il principio cardine del designatore, ovvero «lasciar giocare, non fischiare i minimi contatti», è stato ribadito con forza.

Domenico Messina ha rafforzato questa posizione, affermando che «lavoreremo per evitare i pochi errori fatti ma non molleremo un centimetro sull’impostazione tecnica adottata».

I numeri del nuovo corso

Il nuovo corso arbitrale ha già prodotto dati significativi, illustrati da Simonelli, che ha evidenziato l'importanza del posizionamento dell'arbitro sul campo. Attualmente, il tempo effettivo di gioco è aumentato in modo considerevole: si gioca cinque minuti e mezzo in più rispetto alla stagione precedente e ben sette minuti in più rispetto a due anni fa. Questo incremento si riflette anche sull'impegno fisico dei direttori di gara, che arrivano a percorrere tra i 12 e i 13 chilometri a partita.

Nello specifico, il tempo effettivo ha raggiunto i 59 minuti e 31 secondi. Parallelamente, si registra una netta diminuzione delle interruzioni: la media falli per partita è scesa a 22,60, un calo significativo rispetto ai 26,23 della quarta giornata precedente. Anche il numero di rigori assegnati ha subito una drastica riduzione, con soli due fischiati finora, contro i nove della stagione 2025/2026 e i quattordici del 2024/2025. Le espulsioni sono ferme a due, a fronte delle sei registrate nelle stagioni 2023/2024 e 2024/2025. Per quanto riguarda il VAR, l'applicazione della nuova direttiva è evidente: si è verificata una sola on field review, a fronte delle sei dell'anno precedente e delle otto delle due stagioni precedenti, e solo due Overrule, rispetto ai cinque e sei delle annate passate.

Club presenti e richiesta di uniformità

L'incontro ha visto l'analisi approfondita di circa trenta episodi, focalizzandosi su aspetti cruciali come contatto e fallo, tocchi di mano e l'applicazione del fuorigioco semi-automatico. La partecipazione è stata totale, con tutte le venti squadre di Serie A rappresentate dai rispettivi allenatori o dai loro vice, tra cui nomi noti come Chivu, Gattuso, Amorim, Spalletti e De Rossi, oltre a Gritti per Gasperini e Landucci per Allegri. La principale istanza avanzata dai club è stata la richiesta di uniformità di giudizio. Simonelli ha evidenziato come «gli allenatori vogliono sapere quale sia il metro per trasmetterlo ai giocatori», riconoscendo al contempo che «qualcosa va affinato» per raggiungere tale obiettivo.

Nonostante le sfide, l'incontro è stato giudicato «positivo».

Le reazioni degli allenatori

Le reazioni degli allenatori, pur apprezzando in generale il nuovo corso arbitrale volto a garantire maggiore fluidità al gioco, hanno evidenziato la necessità di una maggiore chiarezza e coerenza nell'applicazione delle regole. La richiesta di uniformità, espressa dai club, riflette il desiderio di avere un metro di giudizio costante e prevedibile, fondamentale per la preparazione delle squadre e per la comprensione delle decisioni arbitrali da parte di tutti gli attori del calcio. L'incontro ha dunque rappresentato un passo importante verso un dialogo costruttivo per il miglioramento continuo del sistema arbitrale in Serie A.