A Roma, il 25 settembre 2026, il direttore tecnico e presidente del Club Italia, Claudio Ranieri, ha delineato una chiara linea di continuità per la gestione sportiva, focalizzando l'attenzione sulle priorità del campo. Intervenuto a margine dell’iniziativa “Il calcio torna in piazza”, svoltasi nel quartiere Garbatella, Ranieri ha risposto alle domande relative all’incertezza che aleggia sui vertici federali e al dibattito sul caso tesseramento del presidente della Federcalcio, Giovanni Malagò. La sua posizione è stata quella di riportare fermamente l'attenzione sulle questioni prettamente sportive, distogliendola dalle dinamiche istituzionali e burocratiche.

Interrogato specificamente sull'eventualità che il clima di incertezza potesse influire negativamente sul lavoro della struttura tecnica o sulla programmazione, Ranieri ha categoricamente escluso tale possibilità. Con un messaggio netto e deciso, ha affermato: “Se mi pesa l'incertezza dei vertici federali? No, nemmeno nella programmazione. Noi andiamo avanti, sono uomo di campo e dobbiamo far bene in campo. Gli altri facessero ciò che reputano giusto”. Questa dichiarazione sottolinea la sua ferma convinzione che le questioni istituzionali debbano rimanere sullo sfondo, mentre la priorità assoluta per il dirigente azzurro è il rendimento delle squadre e l’efficienza dell’organizzazione del lavoro sportivo.

La priorità resta il lavoro sportivo

Claudio Ranieri ha ribadito la sua visione del proprio incarico, considerandolo da una prospettiva eminentemente operativa e strettamente legata alla quotidianità del Club Italia e alle esigenze concrete che emergono dal campo. Il riferimento al caso del tesseramento di Malagò non ha minimamente alterato il tono della sua risposta, né ha indotto il direttore tecnico a deviare verso valutazioni di natura politica o procedurale. Al contrario, Ranieri ha insistito con determinazione sulla necessità di proseguire il percorso già intrapreso. L'espressione “uomo di campo”, da lui stesso utilizzata, riassume in maniera efficace l’impostazione scelta: una concentrazione totale su tutto ciò che concerne direttamente le squadre nazionali, gli staff tecnici e la pianificazione delle attività sportive, mantenendo un focus costante sui risultati e sulla preparazione atletica.

Il lavoro che lo impegna, ha aggiunto Ranieri, è vasto e complesso, richiedendo una gestione articolata e distribuita su più livelli. “Io mi occupo di tante cose, alcune più da vicino, altre meno perché il lavoro è tantissimo. Per fortuna ho validi sostituti che possono aggiornarmi su tutto”, ha concluso. Anche in questo passaggio emerge con chiarezza l’idea di una struttura organizzativa che non dipende esclusivamente da un unico livello decisionale. Piuttosto, essa si avvale della collaborazione di figure professionali competenti, incaricate di seguire i diversi dossier e di fornire aggiornamenti costanti al vertice tecnico, garantendo così una gestione efficiente e capillare delle molteplici attività.

Il contesto del ruolo nel Club Italia

Il quadro complessivo dell’incarico di Claudio Ranieri era stato delineato ufficialmente il 28 luglio 2026. In quella data, il presidente Giovanni Malagò aveva annunciato pubblicamente il ritorno di Roberto Mancini alla guida della Nazionale italiana e l’arrivo di Ran