A Roma, il 25 settembre 2026, le quattro principali leghe calcistiche europee hanno assunto una posizione comune e decisa sulla governance della FIFA. La Premier League inglese, la Liga spagnola, la Serie A italiana e la Bundesliga tedesca chiedono con forza una riforma dell’organizzazione mondiale del calcio. Questa richiesta arriva in seguito al fallimento del piano per creare una società commerciale aperta agli investitori privati, un progetto che ha evidenziato le attuali lacune nel sistema decisionale.
La presa di posizione congiunta delle leghe riguarda in particolare il modo in cui vengono definite le scelte strategiche del calcio internazionale.
Al centro del dibattito vi è stato il caso della Fifa Forward Enterprise, un progetto che aveva innescato un confronto cruciale sulla gestione dei diritti commerciali e sul peso effettivo dei diversi attori all'interno del sistema calcistico globale. Le leghe europee ritengono che una questione di tale portata non possa essere risolta con semplici interventi limitati o superficiali.
La richiesta di un organismo permanente
Nel documento congiunto, le leghe non risparmiano un riferimento diretto al presidente Gianni Infantino. Viene infatti sottolineato che il numero uno della FIFA “ha riconosciuto la necessità di una riforma, ma i cambiamenti superficiali o procedurali a seguito del caso Fifa Forward Enterprise sono insufficienti”.
Questo passaggio rappresenta il cuore politico della dichiarazione, poiché sposta l’attenzione dalla gestione di un singolo dossier alla necessità di una revisione profonda della struttura complessiva del governo calcistico mondiale.
La proposta concreta avanzata dalle quattro leghe è l’istituzione di un organismo permanente. Questo ente dovrebbe essere capace di rappresentare in modo stabile e continuativo le federazioni nazionali, le leghe, i club e i giocatori, sia nel calcio maschile che in quello femminile. L’obiettivo primario è garantire una maggiore continuità e coerenza nel confronto tra tutti i soggetti chiave: chi organizza i campionati, chi governa le federazioni, chi gestisce i club e, naturalmente, chi scende in campo.
Il nodo delle decisioni globali e il calendario internazionale
Questa pressante richiesta di riforma emerge in una fase già caratterizzata da significative tensioni, in particolare per quanto concerne il calendario internazionale e il coinvolgimento delle leghe nelle decisioni che hanno un impatto diretto sui campionati nazionali. Nel contesto del confronto europeo, è emersa con chiarezza la necessità di una maggiore consultazione su temi cruciali come il calendario globale. Le leghe esprimono forte preoccupazione per l’aumento costante degli impegni internazionali e per club, un fenomeno indicato anche con l’espressione “calendar creep”, che rischia di sovraccaricare gli atleti e compromettere l'equilibrio delle competizioni domestiche.