Il centrocampista Sandro Tonali ha parlato a Roma il 27 settembre 2026, alla vigilia della sfida di Nations League contro la Turchia, offrendo una visione chiara sulla Nazionale italiana. Ha riconosciuto le difficoltà attuali, ma ha respinto l’idea di una resa, puntando sulla vitalità e sul potenziale di crescita del gruppo.

Tonali ha sottolineato che l’Italia non possiede una singola «stella» capace di cambiare la partita in pochi minuti, ma è un gruppo sano, destinato a crescere piano piano. Ha enfatizzato l’importanza di proteggere i giovani dalle pressioni, lasciandoli giocare e maturare con serenità.

La sconfitta con il Belgio e la reazione attesa

Riguardo alla sconfitta con il Belgio, Tonali ha ammesso: «Col Belgio non abbiamo giocato bene, e ogni sconfitta lascia dolore». Tuttavia, ha invitato a mantenere un atteggiamento positivo, paragonando la situazione a quella del Tottenham, dove, nonostante un inizio difficile, la squadra è «viva» e non «sotto terra». Ha evidenziato il ruolo dei «veterani» nel farsi carico delle difficoltà, permettendo ai giovani di rimanere «leggeri» per crescere. La qualità, ha assicurato, non è scomparsa: «un 1% alla volta, cresceremo».

La sua analisi combina autocritica e fiducia, negando una squadra svuotata. La responsabilità maggiore, ha spiegato, ricade sui giocatori più esperti, chiamati a sostenere il peso del momento e a favorire l'inserimento sereno dei nuovi.

Il gruppo come punto di ripartenza

Tonali ha compreso la delusione dei tifosi per il ko, riconoscendo i «fischi» e le «facce tristi in spogliatoio». Ha accettato la sconfitta meritata, ma ha insistito sulla necessità di reagire prontamente. Ha ribadito che il gruppo azzurro è molto sano, con tanti giovani, e che ottenere «tutto subito» è irrealistico. «Non abbiamo la stella, il tempo c'è, dobbiamo passare il tempo assieme, lavorare e divertirci insieme. Siamo uomini».