Da Firenze, il 20 settembre 2026, il tecnico della Fiorentina, Paolo Vanoli, ha commentato al Franchi il pareggio contro il Napoli, leggendo la prestazione della sua squadra come un chiaro segnale di crescita e maturità. L'allenatore ha posto l'accento sulla reazione del gruppo viola, sulla determinazione mostrata nell'affrontare un avversario di alto livello e sul fondamentale contributo del pubblico, invitando a non distogliere l'attenzione dal percorso intrapreso per concentrarsi unicamente sulla classifica.

La visione del tecnico: percorso e spirito di squadra

Vanoli ha subito delineato la strategia da seguire: "Non dobbiamo guardare alla classifica ma a quello che stiamo facendo. Intanto ringrazio i tifosi che hanno fatto un tifo straordinario. Ho fatto i complimenti ai ragazzi perché affrontare una squadra come il Napoli in questa maniera, a volte anche un po' sbarazzina, è una bella cosa. Sappiamo che dobbiamo migliorare ma nessuno avrebbe detto nulla se avessimo vinto". Queste parole riflettono l'idea di una Fiorentina che deve consolidare il proprio percorso di crescita, piuttosto che lasciarsi condizionare dal risultato immediato. L'obiettivo è costruire una solida identità di squadra, capace di affrontare ogni sfida con la giusta mentalità e determinazione.

Nel suo intervento post-partita, il tecnico ha riservato un elogio specifico a Valdepenas: "Faccio i complimenti a Valdepenas – ha sottolineato Vanoli – perché è entrato con personalità e ha capito subito cosa fare, questo spirito ci porterà in alto". Un riconoscimento importante che evidenzia l'impatto positivo del giocatore sulla gara e la sua capacità di integrarsi con decisione in un contesto così impegnativo, dimostrando un atteggiamento propositivo e una chiara visione di gioco.

Fisicità, resilienza e coesione del gruppo

Vanoli ha poi individuato l'area di lavoro più urgente per la Fiorentina, focalizzandosi sull'aspetto fisico: "Lavoreremo sull'aspetto fisico coi giocatori che non hanno il ritmo partita.

Penso che quello che ha detto Allegri valga anche per noi: anche noi abbiamo avuto tante occasioni, forse abbiamo fatto gol sull'occasione meno nitida. I giocatori a fine gara avevano i crampi? Questo è il mio vangelo. Dobbiamo imparare a soffrire". Il messaggio del tecnico non riguarda solo la tenuta atletica, ma anche la capacità mentale di mantenere alta la concentrazione e la resilienza nei momenti più difficili della partita, imparando a gestire la fatica e la pressione.

La conclusione dell'analisi di Vanoli è stata dedicata alla trasformazione e all'evoluzione del gruppo: "Da fuori vedevo che c'era talento ma non c'era una squadra. Vedere Mastantuono che fa le corse all'indietro e si sacrifica è bello.

Il campione è anche uno al servizio della squadra". Questo spirito di sacrificio individuale, nella lettura di Vanoli, è il segnale più concreto di una ritrovata unità e di una maggiore coesione all'interno del gruppo viola. La dedizione di ogni singolo giocatore al bene comune è la chiave per costruire una squadra solida e vincente.