Granit Xhaka, capitano della Nazionale svizzera e centrocampista del Sunderland, ha ammesso pubblicamente, il 21 settembre 2026, di aver acquistato un falso certificato di vaccinazione contro il Covid nel 2022. Il calciatore, nato nel 1992, ha affidato la sua versione dei fatti a una nota ufficiale e a un messaggio sui social media, spiegando di aver agito in un momento segnato da "forte sfiducia, paure e incertezze" nei confronti del vaccino. Questa confessione ha generato un'onda d'urto nel mondo del calcio, con immediate ripercussioni sulla sua carriera.
La rivelazione di Xhaka ha avuto un impatto diretto sul piano sportivo. In un accordo con la Federazione svizzera, il giocatore ha infatti rinunciato alla convocazione per i prossimi impegni della Nations League. Xhaka ha definito la sua scelta un grave errore, chiedendo scusa e assumendosi pienamente la responsabilità di quanto accaduto. La sua decisione di autoescludersi dalla Nazionale sottolinea la serietà della situazione e la volontà di affrontare le conseguenze delle sue azioni.
Indagine della Procura di Lucerna e rischi legali
Sul fronte giudiziario, la Procura di Lucerna ha prontamente aperto un'indagine. Le accuse riguardano dichiarazioni false in documenti e l'ottenimento fraudolento di un attestato falso.
La legislazione svizzera prevede per reati di questa natura sanzioni pecuniarie significative o, nei casi ritenuti più gravi, una pena detentiva che può estendersi fino a cinque anni di reclusione. La gravità delle potenziali conseguenze legali evidenzia la serietà dell'infrazione commessa.
Parallelamente al procedimento giudiziario, resta aperto anche il capitolo disciplinare sportivo. Oltre a possibili sanzioni economiche, il centrocampista rischia una lunga squalifica sia in ambito federale che internazionale. Il suo futuro nel calcio professionistico sarà attentamente valutato alla luce delle normative vigenti e dei precedenti, spesso trattati con estrema severità dalle federazioni competenti.
La vicenda potrebbe quindi avere un impatto duraturo sulla sua carriera sportiva.
La posizione del giocatore e il contesto
In un ulteriore chiarimento, Xhaka ha ribadito di aver deciso di non vaccinarsi a causa di un profondo senso di incertezza e diffidenza. Ha dichiarato di voler affrontare personalmente questa vicenda del suo passato, riconoscendo che ottenere un certificato falso, anziché chiarire i propri dubbi attraverso i canali corretti, "non è stata la strada giusta". Con parole chiare, ha ammesso: "È stato un errore. Mi dispiace", riaffermando la sua intenzione di assumersi ogni responsabilità per la decisione presa e di collaborare pienamente con le autorità competenti.
Le verifiche condotte a Lucerna si inseriscono in un contesto più ampio, riguardante il possibile rilascio di una serie di certificati Covid falsi durante il periodo della pandemia.
Il giocatore dovrebbe essere ascoltato dall'ufficio del procuratore nell'ambito di queste indagini. Il club inglese di appartenenza, il Sunderland, non ha rilasciato commenti in merito alla vicenda, mantenendo una posizione di riserbo mentre la situazione evolve.