Un episodio controverso ha infiammato la sfida tra Bologna e Inter, valida per la Serie A e disputata sabato 17 ottobre. Al centro delle discussioni, un contatto in area di rigore che ha visto protagonista l’attaccante nerazzurro Marcus Thuram, caduto dopo un intervento di Matteo Darmian. L’arbitro Daniele Doveri ha optato per non concedere il calcio di rigore, ammonendo invece il giocatore interista per simulazione, una decisione che ha scatenato le proteste nerazzurre.
L'episodio chiave e la decisione arbitrale
L’azione incriminata si è verificata intorno all’ora di gioco, precisamente al 61’ della partita giocata al Dall’Ara.
Thuram, partito da una posizione defilata sulla destra, è penetrato nell’area di rigore avversaria. Durante la sua progressione, ha subito un contatto con l’ex compagno di squadra Darmian, finendo a terra. Immediatamente, i giocatori dell’Inter hanno reclamato il calcio di rigore, ma la reazione di Doveri è stata decisa: nessun fischio per il penalty e un cartellino giallo mostrato a Thuram per simulazione. Questa duplice decisione ha generato un’ondata di malcontento tra le fila nerazzurre. Le immagini dell’accaduto hanno evidenziato un contatto tra il difensore del Bologna e il piede sinistro dell’attaccante, alimentando i dubbi sulla correttezza della valutazione arbitrale.
Le proteste dell'Inter e la doppia penalizzazione
La scelta di Doveri ha scatenato la veemente reazione dell’Inter. Lo stesso Thuram ha protestato con insistenza contro il provvedimento disciplinare, ritenuto ingiusto. Anche il tecnico nerazzurro, Chivu, ha manifestato il proprio disappunto per una lettura che, nella prospettiva interista, avrebbe penalizzato il giocatore in un doppio senso: la mancata assegnazione del rigore e, in aggiunta, l’ammonizione per simulazione. Il fulcro della polemica risiede proprio nella distinzione tra un contatto giudicato insufficiente per un penalty e la successiva interpretazione della caduta come atto di simulazione, un punto che ha acceso il dibattito.
L'analisi dell'ex arbitro Luca Marelli
Per fare chiarezza sull’episodio, è intervenuto l’ex arbitro Luca Marelli, che ha fornito la sua analisi su DAZN, distinguendo nettamente i due aspetti della decisione. Secondo Marelli, il contatto tra Darmian e Thuram c’è stato, ma la sua intensità non era tale da giustificare l’assegnazione di un calcio di rigore. La sua valutazione sulla mancata concessione del penalty è stata quindi di correttezza. Tuttavia, il giudizio sul cartellino giallo è stato diametralmente opposto. Marelli ha affermato: “Il contatto c’è, è abbastanza leggero. Di sicuro è sbagliata l’ammonizione per simulazione, correttamente non è stato assegnato però il rigore. Rimane l’errore di Doveri, non era ammonizione”.
Il verdetto sul giallo per simulazione
L’esperto arbitrale ha dunque identificato un errore nel provvedimento disciplinare inflitto a Thuram, pur confermando la legittimità della mancata concessione del rigore. La presenza di un contatto, seppur lieve, rende a suo parere ingiustificata l’accusa di simulazione. Il VAR, non avendo ravvisato gli estremi per una chiara ed evidente svista sul mancato penalty, ha correttamente lasciato proseguire il gioco senza richiamare Doveri al monitor. La discussione si concentra quindi su questo punto cruciale: l’intervento non è stato sufficiente per un rigore, ma è stato sufficiente per escludere la simulazione, rendendo l’ammonizione un errore.