La sfida di Serie A tra Como e Roma, disputata l'11 ottobre 2026 allo stadio di Como, si è conclusa con un pareggio a reti inviolate. I giallorossi, pur avendo dominato a tratti le fasi iniziali della gara, non sono riusciti a concretizzare le occasioni create. Un episodio chiave nella ripresa ha ulteriormente condizionato l'andamento del match: l'espulsione diretta di Malen. Questo risultato, un 0-0 che non sblocca la classifica, ha messo in luce la capacità della Roma di rimanere compatta e in partita anche in un contesto complicato, mentre il Como ha dimostrato attenzione e solidità nel confronto con una delle formazioni più ambiziose del campionato.
La Roma tra emergenza infortuni e rotazioni forzate
La vigilia della gara era stata segnata da una serie di problematiche per la formazione capitolina. In particolare, l'infortunio di Mile Svilar ha rappresentato una tegola inattesa per il tecnico Gasperini. Il portiere, infatti, ha subito una frattura da stress del dito del piede, un problema non legato a un precedente scontro di gioco, ma emerso durante un allenamento. Le previsioni indicano uno stop di circa un mese, con un rientro previsto solo dopo la prossima sosta per le nazionali. "Starà fuori un mese e tornerà dopo la prossima sosta", aveva dichiarato Gasperini, indicando in Gollini il sostituto designato. "Sarà Pierluigi a sostituirlo, avrà l'occasione di dimostrare il portiere forte che è stato", ha aggiunto il tecnico, sottolineando la fiducia nel suo secondo portiere.
All'assenza di Svilar si sono aggiunte quelle di Cristante e Koulierakis, complicando ulteriormente il quadro delle disponibilità. Gasperini aveva riassunto la situazione pre-partita con una frase emblematica: "Andremo a Como in 18 e in 16 giocheranno", evidenziando la necessità di attingere a tutte le risorse disponibili. Fortunatamente, la sosta per le nazionali aveva permesso il recupero di elementi importanti come Pellegrini e De Roon, mentre altri giocatori chiave come Molina, Dybala, Wesley e lo stesso Malen avevano potuto lavorare a Roma per mantenere la condizione fisica. "Ci sarà bisogno di tutti ora, dovrà essere la nostra forza", aveva ribadito Gasperini, in vista di un calendario particolarmente fitto che prevede ben nove partite in meno di un mese.
L'infortunio di Svilar è stato definito dal tecnico come un semplice "episodio di sfortuna" in un momento cruciale della stagione.
Il giudizio di Gasperini sul Como era stato altrettanto chiaro e positivo. La squadra avversaria è stata definita come una formazione che "merita tutti gli elogi che riceve", "di valore" e capace di "competere con i più forti". Un riconoscimento importante che preannunciava una sfida tutt'altro che semplice per i giallorossi.
La spinta dell'Olimpico e l'ambiente romanista
Nonostante le difficoltà e le pressioni, Gasperini aveva voluto smorzare le voci su un presunto "ambiente romanista difficile". Il tecnico ha infatti respinto l'idea di dover "portare proprio nessuno dalla mia parte", ribaltando la prospettiva: "È la gente, con questa passione enorme che ha verso questa squadra, che contagia me e contagia la squadra".
Un'affermazione che sottolinea il legame profondo tra la squadra e i suoi sostenitori. Giocare in uno stadio sempre pieno, come l'Olimpico, è stato definito da Gasperini come un fattore "molto favorevole" e "molto positivo" per la squadra, una vera e propria spinta motivazionale.
Anche in trasferta, l'affetto dei tifosi non è mancato: circa un migliaio di sostenitori giallorossi erano attesi a Como per supportare la squadra. L'attenzione era già proiettata anche verso l'imminente impegno europeo, con l'Olimpico pronto ad accogliere circa 70mila spettatori pochi giorni dopo per la prestigiosa sfida di mercoledì contro il Real Madrid. Un contesto di grande entusiasmo che vedeva la Roma occupare il primo posto in classifica, a pari merito con Inter e Lazio, a testimonianza di un inizio di campionato estremamente promettente.