Antonio Conte ha delineato a Londra, in un colloquio con The Athletic, il profilo del progetto che potrebbe segnare il suo ritorno in panchina. L'allenatore pugliese ha espresso la volontà di lavorare con un club che abbia smarrito parte della propria identità sportiva e che desideri ritrovare ambizione, storia e risultati.
Il cuore del suo pensiero riguarda il rapporto tra tradizione e rilancio. Conte ha spiegato che alcune società hanno "un po' perso di vista la propria storia" e ha manifestato il desiderio di intervenire per riportare tale memoria sportiva al centro del progetto, fino a "farla tornare a splendere".
Non si tratta di una semplice suggestione, ma dell'idea di un lavoro incentrato sulla pressione e sull'obiettivo di tornare competitivi.
Il Chelsea e il peso della Premier League
Nel corso della conversazione, Conte ha ripercorso la sua carriera, sia da calciatore che da allenatore. Tra le esperienze citate, figura quella al Chelsea: dieci anni fa, la squadra da lui guidata conquistava la sua ultima Premier League. Il legame con il calcio inglese rimane un tema aperto, poiché un'altra esperienza in Inghilterra conserva, per il tecnico, un fascino particolare.
Conte ha collegato questo interesse alla notevole forza economica del campionato inglese. A suo avviso, nessun altro torneo europeo dispone della stessa potenza finanziaria dei club di Premier League.
La sua sintesi è chiara: in quel campionato "usano i bazooka", mentre altrove si usano ancora "le pistole". Questo concetto non è una garanzia automatica di successo, ma descrive un divario strutturale.
Il progetto prima del nome del club
Riguardo al suo futuro, Conte ha lasciato aperta l'ipotesi di prendere una squadra in corsa: "Se ne vale la pena, sì". La condizione fondamentale resta la qualità del progetto. Il club ideale, nella sua visione, è una società con una storia importante ma appannata, dove l'obiettivo non sia solo partecipare, ma puntare a vincere.
Un altro punto cruciale concerne il rapporto con la dirigenza. Conte ha ribadito che l’allenatore deve avere.