Cesc Fabregas ha ribadito con forza, durante il Festival dello Sport di Trento, la sua ferma decisione di restare al Como e di guidare personalmente la crescita del club. L'allenatore ha condiviso dettagli sui contatti avuti in passato con altre importanti società, tra cui l'Inter, chiarendo che la sua valutazione professionale va ben oltre il prestigio immediato di una panchina. Per Fabregas, la scelta è dettata dalla solidità del progetto, dalla qualità dei rapporti interni e dalla concreta possibilità di incidere in modo significativo sulla formazione e lo sviluppo dei calciatori.
Un aspetto centrale del suo intervento ha riguardato la profonda fiducia reciproca che si è consolidata all'interno dell'ambiente Como. Fabregas ha sottolineato: "A Como abbiamo una visione, una idea chiara. Abbiamo rispetto del lavoro che fa uno e che fa l'altro, c'è grandissima gente di cui mi fido tantissimo e loro si fidano da me e penso che tutta questa unione - in giro vedo calcio e parlo con la gente - non esiste. E io preferisco adesso crescere qua, valorizzare questi giocatori che per me e per il club sono la cosa più importante per far crescere una identità". Questa dichiarazione evidenzia come l'unione d'intenti e la valorizzazione dei talenti siano pilastri fondamentali della sua filosofia.
La visione strategica e la crescita dei talenti
Il tecnico ha poi illustrato il suo metodo ponderato nell'affrontare le decisioni professionali, evidenziando una predilezione per l'analisi approfondita piuttosto che per l'impulso. "Io sono un pensante, nel senso che analizzo molto le cose. Lo so che il miglior allenatore, alla fine della sua carriera, è quello di cui si contano i trofei che ha vinto ed è giusto che sia così. Però, per esempio, parlando di Lucas da Cugna, per me è una vittoria come allenatore più che vincere un singolo trofeo. Tanti ragazzi sono venuti a Como per me e non lo voglio dire con arroganza. Hanno creduto in me", ha aggiunto Fabregas, mettendo in luce come la crescita individuale dei giocatori rappresenti per lui un successo pari, se non superiore, alla conquista di un trofeo.
Il messaggio veicolato è inequivocabile: per Fabregas, il percorso intrapreso con il Como possiede un valore tecnico e umano di prim'ordine. La valorizzazione dei giovani calciatori, la costruzione di una chiara identità riconoscibile e la continuità del lavoro sono presentati come elementi cardine, non secondari rispetto al mero risultato immediato. Il riferimento ai contatti passati con l'Inter serve a contestualizzare le opportunità declinate, ma non sposta il fulcro del suo discorso: la priorità assoluta, nelle sue dichiarazioni, rimane il lavoro quotidiano e lo sviluppo a lungo termine all'interno del club lariano.
Identità del club e progetto a lungo termine
Nell'approfondimento del suo intervento, Fabregas ha ulteriormente legato la sua scelta di approdare al Como alla natura peculiare del progetto che gli è stato presentato al momento della chiamata.
Questa visione, basata su principi di identità e sviluppo sostenibile, ha evidentemente convinto il tecnico a impegnarsi in un percorso che privilegia la costruzione di un modello solido e duraturo nel tempo, piuttosto che la ricerca di successi effimeri. La sua permanenza conferma l'impegno verso un calcio che valorizza le persone e le idee chiare, elementi che, a suo dire, sono rari nel panorama calcistico attuale.