Milano, 13 ottobre 2026 – Alla vigilia dell'importante sfida di Champions League contro il Feyenoord a Rotterdam, l'allenatore del Como, Cesc Fabregas, ha delineato una visione che coniuga prudenza e ambizione. Il tecnico ha sottolineato come la squadra sarà inevitabilmente giudicata dai risultati, ma ha al contempo difeso con forza il valore intrinseco del percorso di crescita intrapreso da un gruppo che si affaccia per la prima volta sul prestigioso palcoscenico internazionale. Il suo messaggio è chiaro: il sogno europeo, pur essendo tale, deve gradualmente trasformarsi in una realtà concreta.
Il Cammino Inedito del Como in Europa
La partecipazione alla Champions League rappresenta per il Como e per molti dei suoi calciatori una fase del tutto nuova e inesplorata. Fabregas ha espresso questa sensazione di novità con parole dirette: “La cosa bella è che non sappiamo come sarà perché è la prima volta che giochiamo la Champions”. Ha evidenziato come per numerosi elementi della rosa si sia trattato di un vero e proprio esordio in una competizione di tale portata, ma ha anche rimarcato con orgoglio la “crescita costante della nostra società”. La filosofia di Fabregas è orientata al lungo termine: “Noi sappiamo che saremo giudicati per il risultato, ma è un sogno che piano piano deve diventare una realtà.
È un processo”. In questo contesto, la convincente vittoria per 4-1 ottenuta all'esordio contro il Lipsia assume un significato particolare, fungendo da segnale tangibile di una squadra che, pur inesperta a livello internazionale, ha già dimostrato di poter lasciare un'impressione forte e positiva.
Stima per Van Bronckhorst e Riflessioni Personali
Nel presentare l'imminente incontro, Cesc Fabregas ha riservato parole di profonda stima per l'allenatore avversario, Giovanni van Bronckhorst, definendolo “una gran persona” e riconoscendone le qualità di “grande allenatore”. Il tecnico del Como ha poi intrecciato il discorso con le proprie esperienze passate da calciatore, rivelando un desiderio mai sopito: “Il Mondiale è la cosa più bella che può vincere un giocatore ma a me la Champions manca”.
Tuttavia, ha subito aggiunto, con un tocco di pragmatismo e passione per il suo ruolo attuale: “Ora però faccio l’allenatore ed è bellissimo”. La partita di Rotterdam non è dunque solo una tappa, ma un ulteriore tassello in un percorso di sviluppo che, nelle intenzioni di Fabregas, deve mantenersi sostenibile e saldamente ancorato all'identità e ai valori del gruppo.
Il Ruolo di Nico Paz e la Gestione del Gruppo
Un aspetto cruciale nelle considerazioni di Fabregas riguarda il giovane talento Nico Paz. L'allenatore ha ricordato le sue “belle partite” e ha sottolineato come spesso il valore di Paz venga erroneamente limitato alla mera statistica di gol e assist. Ha invece evidenziato come, ad esempio, nella recente partita contro la Roma, “le tre azioni più nitide” siano state orchestrate proprio da lui.
Per Fabregas, “Paz è un giocatore determinante, forte, che continua a crescere”; le fisiologiche fluttuazioni di rendimento non destano preoccupazione, anche perché il calciatore è soltanto alla sua terza stagione da professionista e manifesta una “tanta voglia di crescere”. Riguardo alla gestione del turnover, Fabregas ha confermato la sua linea, un approccio che rientra nella più ampia gestione del gruppo in un momento di grande impegno agonistico per il Como.