Il calcio italiano si appresta a vivere un momento istituzionale cruciale al CONI. Il 6 ottobre 2026, alle ore 13, si riunirà la Giunta nazionale, seguita dal Consiglio nazionale, per pronunciarsi sulla proposta di commissariamento della FIGC, presieduta da Giovanni Malagò. Al centro della vicenda c'è il mancato tesseramento di Malagò al momento della candidatura e della successiva elezione alla guida della Federcalcio, ottenuta con circa il 70% dei voti.

Il nodo del tesseramento e la ricerca di una soluzione

Alla vigilia della riunione è previsto un incontro tra il presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, e lo stesso Malagò.

L'obiettivo è cercare una soluzione che possa evitare una spaccatura all'interno della Giunta. L'ipotesi di mediazione prevede il commissariamento della Federcalcio, con l'incarico affidato allo stesso Malagò. La soluzione servirebbe a superare lo stallo e a evitare una contrapposizione all'interno dell'organo esecutivo del CONI.

La questione non riguarda soltanto l'esistenza di una violazione, ma anche la sua effettiva gravità. I quattro pareri richiesti dal CONI considerano il tesseramento un requisito essenziale per la candidatura alla presidenza federale. Gli stessi pareri, tuttavia, non indicano il commissariamento come conseguenza automatica: spetterà agli organi del CONI valutare se la violazione possa essere considerata abbastanza grave da giustificare il provvedimento.

Il presidente del CONI Buonfiglio ha definito "granitici" i quattro pareri.

Di contro, i cinque giuristi interpellati dalla FIGC sostengono che il tesseramento non fosse un requisito essenziale per l'elezione e che non sussistano i presupposti per il commissariamento. I pareri richiamano inoltre il termine di sette giorni previsto per l'impugnazione della candidatura, sostenendo che l'elezione non possa ormai essere ribaltata.

Votazioni e possibili conflitti d'interesse

Un ulteriore elemento di incertezza riguarda la composizione dei votanti. La Giunta del CONI è composta da 17 membri, ma non tutti parteciperanno alla votazione: il segretario generale Carlo Mornati non ha diritto di voto, mentre Malagò non prenderà parte alla decisione che lo riguarda direttamente.

I votanti effettivi sono quindi 15.

Restano inoltre aperte le valutazioni su possibili situazioni di conflitto d'interesse. Tra le posizioni finite sotto osservazione vi è quella della vicepresidente del CONI Diana Bianchedi, che ha ricoperto l'incarico di capodelegazione della Nazionale italiana dal 17 al 30 settembre, e quella di Elisabet Spina, responsabile del settore femminile del Milan. Attenzione anche alla posizione di Francesco Montini, presidente delle Fiamme Oro, gruppo sportivo affiliato alla FIGC per l'attività di calcio a 5.

Tra gli altri casi segnalati figurano Laura Lunetta, Federica Pellegrini e Giampaolo Ricci. È stata inoltre oggetto di discussione la posizione del presidente del CONI Luciano Buonfiglio, in relazione ai rapporti professionali del figlio Marco con realtà operanti nel mondo dello sport e del calcio.

La posizione della Lega Serie A

In questo contesto di incertezza, la Lega Serie A ha ribadito il proprio sostegno a Malagò e la contrarietà al commissariamento, definito "del tutto inopportuno". La Lega ha inoltre preso le distanze dalla contrapposizione sul piano giuridico e politico, sottolineando i rischi che una fase di commissariamento potrebbe comportare per il calcio italiano.