A Roma, il 4 ottobre 2026, si è appreso che Giovanni Malagò, attuale presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio (Figc), ha intrapreso una mossa strategica per scongiurare il possibile commissariamento dell'ente. Malagò ha infatti richiesto l'elaborazione di cinque pareri giuridici a esperti di alto profilo, con l'obiettivo primario di rafforzare la posizione della Federcalcio in un momento istituzionale particolarmente delicato. Questa iniziativa sottolinea l'importanza cruciale del supporto tecnico-legale per affrontare le sfide attuali e difendere l'autonomia federale.

La strategia dei pareri giuridici di alto profilo

La selezione dei giuristi chiamati a esprimere tali pareri riflette una chiara volontà di costruire una difesa robusta e autorevole. Tra i nomi di spicco figurano il professor Sabino Cassese, eminente costituzionalista e professore emerito della prestigiosa Scuola Normale Superiore di Pisa, riconosciuto come una delle figure più autorevoli nel panorama giuridico italiano. Accanto a lui, è stato coinvolto il professor Bernardo Giorgio Mattarella, docente di Diritto amministrativo presso l'Università Luiss Guido Carli, la cui carriera accademica è affiancata da un significativo percorso di incarichi istituzionali. L'inclusione di questi due studiosi di tale calibro evidenzia l'intenzione di Malagò di basare la strategia difensiva su contributi legali di altissimo livello, capaci di fornire una solida base per la posizione della Federcalcio.

Il panel di esperti si completa con altre figure di rilievo nel mondo giuridico. È stato richiesto un parere all'avvocato Antonio Nuzzo, stimato cassazionista e professore ordinario di diritto commerciale presso la Luiss di Roma, la cui competenza è riconosciuta a livello nazionale. Un ulteriore contributo proviene dal professor Saverio Ruperto, docente ordinario di diritto civile all'Università La Sapienza, che vanta anche un'esperienza istituzionale come sottosegretario all'Interno durante il governo Monti, tra il 2011 e il 2013. Infine, il professor Pietro Sirena, anch'egli esperto di diritto civile e docente presso l'Università Bocconi, completa il gruppo. La scelta di questi professionisti del diritto delinea un approccio multidisciplinare, coprendo ambiti fondamentali quali il diritto costituzionale, il diritto amministrativo, il diritto commerciale e il diritto civile.

Questa ampia copertura è stata attentamente studiata per fornire un supporto legale completo e articolato, mirato a rafforzare la posizione della Federcalcio e a prevenire efficacemente qualsiasi ipotesi di intervento esterno o commissariamento.

Il cuore della controversia: il possibile commissariamento

Al centro della complessa vicenda vi è la persistente questione del possibile commissariamento della Figc. Un aspetto cruciale riguarda, in particolare, la valutazione del peso e delle conseguenze legali da attribuire al presunto mancato tesseramento di Malagò nel momento in cui presentò la sua candidatura alla presidenza. Sul fronte del Coni, sono stati acquisiti pareri da altri giuristi, tra cui Franco Scoca, Luigi Medugno, Massimo Coccia e Alberto Angeletti.

Questi contributi legali, pur non risolvendo in modo diretto la questione della gravità dell'infrazione, hanno il compito di rimettere la decisione finale alla valutazione degli organi competenti del Coni, ovvero la Giunta e il Consiglio. Il fulcro del dibattito giuridico si concentra specificamente sul concetto di “tesseramento quale requisito di candidabilità alla carica di presidente della Figc”, un punto che richiede un'interpretazione attenta e ponderata.

All'interno di questo complesso quadro interpretativo, è stata richiamata l'importanza di distinguere tra l'espressione “essere in regola col tesseramento” e il concetto più specifico e vincolante di “essere tesserati”. In tale contesto, una delle interpretazioni prevalenti suggerisce che il tesseramento sia un requisito indispensabile.

Il professor Scoca, nel suo parere, ha sottolineato in modo esplicito che “spetta ai competenti organi del Coni di valutare le conseguenze” derivanti da questa situazione. La decisione finale, pertanto, ricade sugli organismi decisionali del Coni.