Intense proteste hanno animato il Maradona durante la sfida tra Napoli e Roma, valida per l’ottava giornata di Serie A e disputata sabato 24 ottobre. L’episodio chiave si è verificato nel primo tempo, quando la panchina azzurra, guidata da Massimiliano Allegri, ha chiesto a gran voce l’espulsione per Pierluigi Gollini, portiere giallorosso. Quest’ultimo è stato protagonista di un’uscita fuori dalla propria area di rigore su un pallone profondo diretto a Kevin De Bruyne. Nonostante le veementi richieste, l’arbitro Andrea Colombo ha deciso di lasciare proseguire il gioco, senza alcun intervento da parte del Var.

L’azione incriminata si è sviluppata poco dopo la mezz’ora di gioco. De Bruyne è stato lanciato in profondità, sorprendendo la difesa della Roma. Il portiere Gollini ha letto prontamente il pericolo, uscendo dall’area di rigore per intercettare il tentativo di pallonetto del centrocampista del Napoli. In quel frangente, il pallone ha toccato la mano del numero uno giallorosso, scatenando l’immediata e accesa protesta dei giocatori azzurri in campo e della panchina.

La richiesta di espulsione e la decisione arbitrale

Il Napoli ha fermamente reclamato l’espulsione di Gollini, sostenendo che il contatto fosse punibile in quanto avvenuto fuori dall’area di rigore e in una situazione potenzialmente favorevole per un’azione da gol.

Allegri, visibilmente contrariato, ha contestato con foga la scelta arbitrale, rivolgendosi direttamente al quarto uomo. Tuttavia, Colombo, dopo aver attentamente valutato l’episodio sul campo, ha mantenuto la sua decisione iniziale, non interrompendo il gioco e non estraendo alcun cartellino nei confronti del portiere della Roma.

La chiave della valutazione arbitrale è risieduta nella posizione del braccio del portiere. Dalle immagini analizzate, è emerso che il braccio di Gollini era aderente al corpo e non ha in alcun modo ampliato la sagoma del giocatore. Questa interpretazione ha portato a considerare il tocco di mano non determinante ai fini di una sanzione. Di conseguenza, il Var non ha ritenuto necessario richiamare Colombo per una revisione al monitor, e l’arbitro ha confermato la sua decisione presa sul terreno di gioco, tra i fischi di disapprovazione provenienti dagli spalti dello stadio.

L'impatto dell'episodio sul clima della partita

L’episodio ha avuto un impatto significativo sul clima della gara, inserendosi in una fase in cui il Napoli stava intensificando i suoi attacchi, cercando di sfruttare la profondità, mentre la Roma era impegnata a gestire le uscite del proprio portiere. La protesta azzurra si è focalizzata sulla potenziale interruzione di un’azione che si preannunciava favorevole, mentre la decisione arbitrale si è basata sulla specifica dinamica del contatto e sulla postura del braccio di Gollini. L'azione, collocata al 35' della cronaca di gara, ha preso il via dopo un lancio lungo.