Un segnale di distensione giunge da Pechino nel delicato caso che coinvolge il campione francese Kylian Mbappé e la Cina. Le autorità cinesi hanno riconsiderato la propria posizione dopo le scuse presentate dal calciatore del Real Madrid, le cui dichiarazioni sull'ex leader cinese Mao Zedong avevano innescato una complessa vicenda diplomatica.

Il portavoce del Ministero degli Affari Esteri cinese, Guo Jiakun, ha rilasciato una dichiarazione significativa durante un regolare briefing con la stampa. Interrogato sulla controversia, Guo ha affermato: "Prendiamo sul serio le scuse presentate dalla persona in questione".

Questa frase indica un ammorbimento del tono ufficiale da parte di Pechino, sebbene la questione non possa dirsi completamente chiusa.

Le conseguenze della polemica

Nonostante le scuse del calciatore, la polemica non si è affatto spenta. Sui social network cinesi, le critiche nei confronti di Mbappé sono proseguite, alimentate dalla sua battuta su Mao. La vicenda ha avuto anche ricadute commerciali e televisive di rilievo: il giocatore ha visto interrompersi la collaborazione con tre sponsor cinesi, e la televisione di Stato ha sospeso la trasmissione delle partite del campionato spagnolo, la Liga.

Questo episodio evidenzia come il profilo internazionale di un atleta di alto livello possa avere un impatto significativo ben oltre il contesto sportivo.

Mbappé, una delle figure più riconoscibili del calcio europeo e legato al Real Madrid, rende ogni sua presa di posizione particolarmente esposta. In questo specifico caso, una dichiarazione percepita come offensiva nei confronti di una figura storica cinese ha generato una reazione rapida, prima sul piano politico e successivamente su quello economico.

Le scuse ufficiali di Mbappé

Nel contesto più ampio della vicenda, Kylian Mbappé si è scusato per i commenti che sono stati interpretati come un riferimento a Mao Zedong quale "dittatore". In una dichiarazione ufficiale, il calciatore ha ammesso: "My comment was ill-judged, and I now understand that it hurt many people in China and in Chinese communities around the world".

Ha poi aggiunto: "I apologize to everyone my words have upset" e ha concluso con: "This was absolutely not my intention. I have deep respect for the Chinese people and their history, and I am sincerely sorry".

La reazione sul fronte commerciale ha coinvolto direttamente marchi come Dongpeng, Mengniu e Milkground, i quali hanno annunciato la fine dei