A Roma, il 4 novembre 2026, il Fondo di fine carriera per calciatori e allenatori si appresta ad approvare il bilancio 2025/26 con un avanzo di gestione stimato in circa 1,7 milioni di euro. Questo dato conferma la continuità operativa e la capacità del Fondo di garantire le indennità maturate dagli aventi diritto, cruciale per la tutela economica dei tesserati.

L’ultimo rendiconto approvato evidenzia un attivo complessivo di circa 197,5 milioni di euro. Di questi, 144,4 milioni sono investitiin titoli, mentre 33,9 milioni sono legati alla partecipazione immobiliare in Sport Invest 2000.

La composizione del patrimonio, tra strumenti finanziari e asset immobiliari, rende il bilancio del Fondo un punto di osservazione rilevante.

Solidità e regolarità delle erogazioni

Il risultato positivo atteso per il bilancio 2025/26 riflette le iniziative di gestione finanziaria e patrimoniale. Le stime indicano un saldo favorevole, a riprova della solidità del Fondo e della regolarità delle indennità erogate a tutti i beneficiari.

Trasparenza e contestazioni sulla gestione

Questo quadro si inserisce in un dibattito più ampio sulla gestione delle indennità di fine carriera. Il Fondo, istituito nel 1975 da Figc, leghe e associazioni di categoria, trattiene parte dello stipendio dei calciatori per restituirla a fine carriera.

Sono emerse contestazioni su accesso alle posizioni individuali, trasparenza degli investimenti e calcoli di rivalutazione. L'ex portiere Emiliano Viviano, ad esempio, ha richiesto accesso ai bilanci e si è rivolto al Tribunale di Roma.

Il presidente dell’Aic, Umberto Calcagno, ha fermamente respinto i dubbi sulla tenuta del sistema, dichiarando: "Il Fondo gode di ottima salute e i soldi ci sono per tutti".