Paolo Zanetti ha ufficialmente inaugurato il suo percorso come nuovo allenatore dell'Udinese. La presentazione è avvenuta a Udine il 4 novembre 2026, alle 17:11, segnando il cambio in panchina dopo la conclusione della gestione di Kosta Runjaic. Nel suo primo intervento pubblico, il tecnico ha impostato un concetto netto e inequivocabile: la squadra possiede indubbie qualità, ma la priorità assoluta è ricostruire la mentalità, la fiducia e il senso di appartenenza. Questo processo, ha sottolineato Zanetti, dovrà avvenire attraverso un lavoro quotidiano e costante sul campo.

Il nuovo tecnico ha definito il gruppo bianconero dotato di un potenziale molto alto, ma ha anche indicato una linea di condotta chiara e intransigente per il futuro: "con me gioca chi corre e chi merita". Questo messaggio è stato ulteriormente rafforzato da un richiamo diretto all'atteggiamento e all'impegno, con l'affermazione perentoria: "Senza cuore non si fanno risultati". Per Zanetti, la ripartenza della squadra passerà necessariamente dalla piena disponibilità dei giocatori e dalla loro capacità di trasformare le qualità tecniche individuali in un rendimento concreto e tangibile sul terreno di gioco.

L'obiettivo salvezza e il debutto in campionato

Il primo banco di prova per Paolo Zanetti e la sua Udinese sarà la trasferta di venerdì contro il Venezia, una squadra che il tecnico ha già avuto modo di guidare in passato.

Nonostante abbia espresso stima per il lavoro svolto dal suo predecessore, Kosta Runjaic, e abbia spiegato che un approccio volto a stravolgere immediatamente l'assetto della squadra sarebbe rischioso, l'obiettivo primario dichiarato è alzare il rendimento del gruppo per centrare la salvezza. L'allenatore ha ricordato che l'attuale penultimo posto in classifica, una posizione che, se il campionato finisse in questo momento, significherebbe la retrocessione in Serie B, rispecchia quanto prodotto finora dalla squadra. Ha anche menzionato i 50 punti conquistati nella stagione precedente come termine di paragone.

Dopo aver condotto colloqui individuali con i calciatori, Zanetti ha individuato criticità significative legate soprattutto alla mancanza di fiducia e alla discontinuità nelle prestazioni.

Tuttavia, ha tenuto a precisare di non aver riscontrato una mancanza di volontà nei giocatori. Al contrario, ha trovato in loro un forte e palpabile desiderio di cambiare rotta, un aspetto che ha definito categoricamente: "Questo non è negoziabile".

Strategia tattica e la responsabilità del collettivo

Sul piano tattico, il nuovo corso dell'Udinese non prevede rivoluzioni immediate o stravolgimenti. La squadra ripartirà dalle strutture di gioco già presenti e consolidate, alternando principalmente due moduli: il 3-5-2 e il 3-4-2-1. Zanetti ha lasciato aperta la possibilità di intervenire con ulteriori modifiche e aggiustamenti più avanti nel corso della stagione, se le circostanze lo richiederanno.

Anche le gerarchie all'interno della rosa resteranno aperte e saranno determinate esclusivamente dal campo, che, come ha sottolineato il tecnico, "parla sempre". Zanetti ha inoltre enfatizzato che nessun singolo giocatore può vincere da solo; è la squadra nel suo complesso che deve funzionare e operare in sinergia per permettere ai calciatori più forti e talentuosi di esprimere al meglio le proprie capacità.

Il contratto firmato da Paolo Zanetti con l'Udinese ha una durata di otto mesi e non prevede alcuna opzione di rinnovo.