Una serata da dimenticare per l'Atalanta di Maurizio Sarri, che il 2 novembre 2026 ha subito una pesante sconfitta interna contro il Parma di Alberto Gilardino. Il match, terminato 3-0 per gli emiliani, ha rappresentato la prima vittoria della nuova gestione gialloblù. Per i nerazzurri, la gara si è conclusa tra i fischi e la contestazione della Curva Nord, rivolti a squadra e tecnico, rendendo il percorso di Sarri sempre più fragile.

Il Parma ha costruito il suo successo con ordine e ripartenze efficaci, capitalizzando le occasioni. L'Atalanta, pur avendo dominato la fase iniziale e creato diverse opportunità, non è riuscita a concretizzare.

De Ketelaere, al sesto minuto, ha costretto Daffara a una parata in angolo. Poco dopo, un gol di Krstovic è stato annullato per fuorigioco. Ancora De Ketelaere, intorno al quarto d'ora, ha calciato largo.

Il vantaggio di Fabbian e il raddoppio sfortunato

Tra il ventesimo e la mezz'ora, l'Atalanta ha insistito con tiri di Ederson, Zappacosta e Krstovic. Il Parma ha risposto al 35' con un corner e un colpo di testa di Delprato. La partita ha cambiato volto con Fabbian: dopo aver costretto Zappacosta all'anticipo, ha colpito di testa sul corner di Sierro, infilando la difesa per il vantaggio. Nel recupero, Daffara ha negato il pari a Zalewski.

La ripresa si è aperta con il secondo gol del Parma.

Un'azione avviata da Fabbian e sviluppata su El Bilal Touré ha portato il pallone davanti al secondo palo, dove Zappacosta ha sfortunatamente realizzato un'autorete nel tentativo di anticipare Lontani. Al decimo minuto, Daffara ha deviato in angolo un destro di Rowe. Al 13', Lontani ha firmato il tris con un destro preciso dal limite, finalizzando un'azione nata da un rinvio corto di Bernasconi e un assist di Fabbian.

Tentativi finali e la contestazione dei tifosi

Nel finale, Ordóñez ha mancato il quarto gol. L'Atalanta ha cercato una reazione, ma senza successo: Daffara ha parato su Krstovic, e poi Pasalic ha calciato alto sulla traversa. La sconfitta per 3-0 ha lasciato un segno profondo, culminato nei cori di protesta della tifoseria atalantina.