Luciano Spalletti si gode il successo della Juventus sul campo dell'AZ Alkmaar, ma nel post partita di Europa League, ai microfoni di Sky Sport, il tecnico bianconero ha voluto soprattutto sottolineare alcuni aspetti della prestazione della squadra. Dalla necessità di riconoscere il valore degli avversari alla gestione delle individualità, passando per l'importanza del portiere nella costruzione del gioco, l'allenatore ha affrontato diversi temi, senza risparmiare qualche osservazione critica sulla gestione del finale.

Spalletti difende le vittorie della Juventus: 'Contro una squadra forte'

Il tecnico ha esordito rivendicando il valore dei tre punti conquistati in Olanda: "Stasera si è vinto contro una squadra forte e c'è poco da discutere su questo, perché io ricordo che mi hanno riso dietro quando ho esultato per il trionfo col NEC, che oggi ha 7 punti in classifica. Quindi quando si vince una partita si deve sempre festeggiare, altrimenti non può essere che quando perdiamo è colpa nostra e invece quando si esce coi 3 punti è colpa dell'avversario che era scarso". Successivamente, Spalletti si è soffermato sulla prestazione di Kolo Muani, spiegando come il francese, schierato da ultimo riferimento offensivo, abbia ricevuto diversi palloni difficili da gestire.

Secondo l'allenatore, quando riesce a trovare uno scarico e a ripartire diventa praticamente imprendibile, ma alla Juventus è mancata proprio la capacità di gestire meglio determinate situazioni. Il tecnico ha inoltre parlato dei subentrati, citando Boga ed Ekhator, che avrebbero potuto sfruttare maggiormente gli spazi e le rispettive caratteristiche offensive. La squadra, invece, si è abbassata troppo, finendo per rimanere in una posizione intermedia senza riuscire a ripartire con efficacia.

Il ruolo del portiere e la mentalità: la vera vittoria è aver accettato la difficoltà

Un altro passaggio importante dell'intervista ha riguardato il ruolo del portiere nel calcio moderno. Per Spalletti, un estremo difensore non deve limitarsi a parare, ma deve possedere anche qualità tecniche nella gestione del pallone.

La capacità di giocare con i piedi, infatti, permette di superare il pressing avversario, annullando di fatto le situazioni di pressione preparate dagli avversari e trovando con precisione i compagni liberi anche nella linea mediana. L'allenatore ha quindi evidenziato quanto questa caratteristica possa incidere sull'economia di una partita e sulla costruzione della manovra. Infine, il tecnico ha individuato nell'atteggiamento collettivo l'aspetto più significativo della serata. La Juventus, a suo giudizio, ha avuto il merito di accettare le difficoltà della trasferta olandese, mantenendo il baricentro alto e portando il gioco anche venti metri dentro la metà campo avversaria, senza rinunciare alla propria identità. Una prova di personalità che, al di là del risultato, ha confermato la crescita della squadra sotto il profilo della mentalità e dell'approccio alle partite.