Il 5 novembre 2026, a Milano, è stato ufficialmente presentato il programma elettorale di Giovanni Malagò per la presidenza della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC). Il documento, strutturato in 25 pagine e 22 punti, delinea una strategia che si fonda su due pilastri principali: il proseguimento delle riforme già avviate e il completamento di impegni futuri. Questa proposta riprende in larga parte il testo già presentato per la sua precedente candidatura del 22 giugno, sottolineando una chiara linea di coerenza.
Nella premessa del programma, Malagò ha voluto rimarcare la sua scelta di continuità, definendola non come la via più semplice, ma piuttosto come un atto di coerenza.
L’approccio non mira a una rottura con il passato, bensì al perfezionamento di un percorso già intrapreso, che abbraccia diverse aree cruciali: dalle strutture federali alle Nazionali, dalla formazione alla sostenibilità complessiva del sistema calcistico italiano.
Riorganizzazione del Club Italia e nuove figure tecniche
Un capitolo di primaria importanza del programma è dedicato alla profonda riorganizzazione del Club Italia. Tra le misure previste, spicca la separazione tra la presidenza federale e quella del Club Italia, una mossa strategica per garantire maggiore autonomia e specializzazione. Verranno inoltre introdotte figure chiave come un direttore tecnico e un coordinatore dei progetti dedicati alle attività giovanili.
L'ambito di azione del Club Italia sarà ampliato per includere le nuove Nazionali paralimpiche, rafforzando così la struttura dedicata alle rappresentative e promuovendo l'inclusione.
Investimenti nei vivai, Euro 2032 e sostenibilità economica
Tra le iniziative già in fase avanzata, il programma prevede il rifinanziamento della “Riforma Zola” con un investimento di cinque milioni di euro. Questo fondo sarà destinato a premialità e incentivi per i club che dimostreranno un concreto impegno nell'investimento e nello sviluppo dei propri settori giovanili, riconoscendo il ruolo fondamentale dei vivai per il futuro del calcio italiano. L'obiettivo è anche quello di rafforzare il coordinamento tra il settore tecnico, il settore giovanile e scolastico e il Club Italia, al fine di assicurare una continuità virtuosa tra l'attività giovanile, le società e le Nazionali.
Tra le priorità strategiche, Malagò evidenzia l'accelerazione del percorso verso UEFA Euro 2032, un traguardo ambizioso che richiede un impegno costante. Fondamentale sarà anche il dialogo con il Governo su temi cruciali come la fiscalità nel mondo del calcio, gli investimenti mirati per i settori giovanili e il calcio femminile, e la necessaria revisione della Legge Melandri, per adeguarla alle esigenze attuali del sistema.
Interventi strutturali e protezione dei talenti
Il programma include una serie di interventi da portare a termine per garantire la crescita e la stabilità del calcio italiano. Tra questi, il consolidamento della filiera tecnica, essenziale per la formazione e lo sviluppo dei professionisti.
Un punto cruciale è la protezione dei giovani talenti italiani nel loro delicato passaggio al calcio adulto, assicurando loro un percorso di crescita adeguato. Non meno importanti sono le riforme strutturali volte a garantire la sostenibilità economica delle diverse categorie e l'ammodernamento delle infrastrutture, quali stadi e centri sportivi, elementi vitali per lo sviluppo del movimento calcistico nazionale.
Il contesto elettorale
Il programma di Giovanni Malagò si inserisce nel più ampio confronto per la guida federale, che lo vede sfidare Adriano Galliani. Le elezioni sono fissate per il 14 dicembre 2026. La sua proposta si presenta dunque come un piano dettagliato e ambizioso, volto a consolidare le basi del calcio italiano e a proiettarlo verso i prossimi obiettivi internazionali e strutturali.