Spesso ci si è trovati nella necessità di dover disattivare un contratto di fornitura di luce e gas, ad esempio in occasione di un trasloco. E’ importante, in questi casi, sapere quali sono i passaggi da fare ed i tempi necessari alla chiusura del contatore, in modo da non incorrere in disagi. Teniamo inoltre presente che questa può essere l’occasione per valutare l’opportunità di cambiare gestore rivolgendosi, per questo, ad un comparatore di tariffe che potrà consigliare quale fornitore e che tipo di contratto può essere migliore in base alle nostre esigenze, consentendoci di ottenere un risparmio di 400 euro sulle bollette di luce e gas.

Come disattivare una fornitura di luce e gas

Per richiedere la disattivazione di una fornitura di luce o del gas è innanzitutto necessario inoltrare la domanda al proprio fornitore a mezzo fax, telefono o email con un preavviso non superiore ai 30 giorni.

Al momento di contattare il fornitore per la disattivazione della fornitura, è importante assicurarsi di avere con se alcuni dati e documenti che ci verranno richiesti:

  1. Carta d’identità e codice fiscale dell’intestatario del contratto;
  2. Codice cliente riportato sulla bolletta;
  3. Codice POD per il contatore della luce. Si trova in bolletta nella sezione “Dati Fornitura” e identifica il contatore associato all’intestatario del contratto;
  4. Codice PRD per il contatore del gas. Può essere rintracciato nei dati sulle caratteristiche della fornitura presente in bolletta e identifica la posizione fisica del contatore;
  5. Autolettura aggiornata del contatore;
  6. L’indirizzo al quale deve essere recapitata l’ultima bolletta contenente il conguaglio finale da pagare;
  7. La data esatta in cui deve essere disattivata la fornitura di luce o di gas.

Costi di disattivazioni per l’utente

Per quanto riguarda i costi di disattivazione, per i contratti della luce, questi cambiano a seconda del tipo di contratto: se si chiede la cessazione di un contratto che opera in regime di maggior tutela, cioè un regime tariffario stabilito dall’ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, il costo dell’operazione è di 23 euro.

Per chi invece è già uscito dal regime di maggior tutela passando ad un fornitore del mercato libero dell’energia, il costo varierà a seconda delle condizioni contrattuali sottoscritte.

La disattivazione di una fornitura di gas, ha un costo che è stabilito dalla concessione che regola il servizio di distribuzione.

I tempi di disattivazione da parte del fornitore

I tempi di disattivazione sono molto importanti in quanto da questi dipende il rischio di dover pagare forniture per un periodo nel quale non ci necessitano. Per questo motivo, sono previsti degli indennizzi a favore del cliente nel caso in cui la disattivazione da parte del distributore non avviene entro il tempo previsto.

Per quanto riguarda la fornitura di luce, è previsto un indennizzo di 35 euro nel caso in cui la disattivazione avviene in un tempo che è il doppio di quello preventivato, di 70 euro se è il triplo e di 105 euro se eccede le tre volte il tempo previsto.

In riferimento alla fornitura di gas, invece, è previsto un unico indennizzo di 35 euro nel caso in cui la disattivazione avviene oltre il tempo previsto.

Per calcolare correttamente i tempi previsti per la disattivazione occorre innanzitutto avere sempre una conferma della ricezione della richiesta di disattivazione inviata al fornitore, tenendo presente che, a partire da quella data, il fornitore ha 2 giorni lavorativi di tempo per trasmetterla al distributore il quale, a sua volta, dovrà provvedere alla chiusura del contatore entro 5 giorni lavorativi.

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