Il 19 settembre 2026, un imponente corteo a Roma, organizzato da Spin Time, ha attraversato il rione Esquilino per sostenere l'esperienza nata nell'immobile di Via di Santa Croce in Gerusalemme 55. Gli organizzatori hanno stimato la partecipazione in 50mila persone, un numero significativo che ha sottolineato la richiesta di restituire il palazzo al pubblico e alla città. La mobilitazione, partita dalle 14 dal rione Esquilino, si è diretta verso piazza Vittorio, portando al centro del dibattito l'emergenza abitativa e sociale.

Il movimento promotore ha evidenziato che la manifestazione non si limitava alla difesa dello stabile di Via di Santa Croce in Gerusalemme 55, ma mirava a porre l'attenzione sui quartieri dove l'emergenza casa e sociale persiste, senza soluzioni alternative alla speculazione immobiliare.

Tra i partecipanti al corteo figuravano spazi sociali, sindacati, partiti, associazionismo cattolico, movimenti sociali, terzo settore, studenti e migranti, a testimonianza di un'ampia coalizione.

Le richieste centrali della mobilitazione

La mobilitazione è stata sintetizzata dagli organizzatori con lo slogan: “La società tutta chiede un'altra città, un altro modo di vivere gli spazi urbani”. La manifestazione ha posto l'accento sulla tutela di Spin Time e sul diritto all'abitare, criticando fermamente la scelta di affidare le trasformazioni urbane alla svendita del patrimonio pubblico e alla gestione privata. Il movimento ha inoltre indicato Investire Sgr come il fondo proprietario del palazzo, richiamando l'attenzione su una serie di azioni di protesta in tutta Italia a difesa di Spin Time.

L'emergenza abitativa al centro dell'agenda politica

Spin Time ha ribadito l'importanza di riportare il tema della casa al centro dell'agenda pubblica. Il movimento ha definito l'emergenza abitativa non come un problema temporaneo, ma come una questione strutturale e permanente, proponendo la propria esperienza e altre simili come modelli da riconoscere e replicare dalle istituzioni. Gli organizzatori hanno lanciato un appello diretto sia alla destra sia alla sinistra, sollecitando entrambe le forze politiche a considerare il diritto alla casa come un elemento inalienabile e prioritario nel dibattito politico.