Il Comune di Milano ha registrato un notevole interesse per il suo patrimonio immobiliare dismesso, ricevendo ben 55 proposte di recupero per 20 edifici comunali attualmente inutilizzati. Questo risultato segue la chiusura del bando pubblicato da Palazzo Marino lo scorso maggio, volto a valorizzare sia immobili storici nel centro cittadino sia spazi in disuso distribuiti nei quartieri. Le numerose candidature, espressione dell'attenzione della città verso il riuso del proprio patrimonio, passeranno ora al vaglio di una commissione interna, composta da dirigenti e funzionari comunali.
Tra le proprietà che hanno suscitato maggiore attenzione, spicca Palazzo Dugnani, un edificio di grande pregio situato tra via Manin e i giardini Montanelli. Questo palazzo, che vanta la presenza di affreschi attribuiti al Tintoretto e che in passato ha ospitato celebrazioni matrimoniali, necessita di un intervento di restauro significativo, stimato in circa 20 milioni di euro. Nonostante il suo valore storico e artistico, il recupero di Palazzo Dugnani ha rappresentato una sfida negli anni, con diversi bandi precedenti che non avevano prodotto gli esiti sperati, inclusa l'ipotesi di trasformarlo in un museo dedicato alla moda.
Le candidature per gli immobili identitari
Il bando ha evidenziato un forte interesse per gli immobili definiti "identitari" del capoluogo lombardo.
Palazzo Calchi Taeggi, in corso di Porta Vigentina, ha ricevuto sei proposte di recupero. Anche i magazzini comunali al Bastione di Porta Venezia, lungo via Vittorio Veneto, hanno attratto l'attenzione con tre candidature. Due proposte ciascuno sono state presentate per la storica Porta Ticinese Medievale e per la Pusterla di Sant’Ambrogio, simboli della ricca storia milanese. Curiosamente, l'unico edificio a non aver ricevuto alcuna candidatura è il molino Spazzola, situato in via Vittorini, nella periferia ovest della città.
L'interesse per il recupero si è esteso anche a numerosi beni comunali diffusi nei quartieri. L'ex casello daziario Ovest di Porta Ticinese ha raccolto sette proposte, dimostrando il potenziale di riqualificazione di queste strutture.
La Casa dell’Acqua al Trotter ha ricevuto sei candidature, mentre Palazzo Galloni ne ha ottenute quattro. Quest'ultimo, un edificio storico secentesco con un nucleo ancora più antico, è legato alla tradizione del casino di caccia di Ludovico il Moro e, secondo alcune narrazioni, al luogo dove Leonardo da Vinci avrebbe dipinto la celebre Dama con l’ermellino. Anche per Palazzo Galloni, un precedente bando di restauro era andato a vuoto lo scorso ottobre. Quattro proposte hanno riguardato anche il Circolo Popolare Cagnola in via Varesina, sottolineando l'attenzione per gli spazi di aggregazione sociale.
Altre proprietà che hanno suscitato interesse includono Cascina Corba, un immobile di via dei Gigli che ha subito danni a causa della tempesta del luglio 2024, per il quale sono arrivate tre candidature.
Una proposta ciascuno è stata presentata per la Cort del Colombin e per l’ex scuola rurale di Lampugnano, in via dell’Ippodromo. L'ampio e variegato elenco delle domande ricevute riflette una chiara distribuzione dell'interesse tra diverse tipologie di edifici: da quelli monumentali ai caselli, dalle cascine agli spazi di quartiere e alle strutture non più utilizzate, evidenziando la volontà di dare nuova vita a un patrimonio pubblico diversificato.
La valutazione dei progetti
Le 55 proposte pervenute saranno ora esaminate attentamente da una commissione comunale. Questo organismo, composto da dirigenti e funzionari del Comune di Milano, avrà il compito di valutare ogni progetto sotto diversi profili, come già anticipato.
In particolare, l'analisi si concentrerà sul piano del recupero architettonico e funzionale degli immobili, sulle nuove funzioni previste per gli spazi e sulla sostenibilità della loro gestione futura. L'obiettivo è selezionare le proposte più idonee a garantire una valorizzazione duratura e un riutilizzo efficace di questi beni, trasformandoli in risorse attive per la comunità e per la città di Milano, in linea con la visione di riqualificazione del patrimonio pubblico.