Il Sunia Abruzzo Molise ha lanciato un allarme significativo da Pescara, il 15 ottobre 2026, riguardo al costo dell’abitare in Abruzzo. Il sindacato ha richiamato i dati Istat di settembre 2026, che evidenziano un’inflazione regionale attestata al 4,2%, un valore superiore alla media nazionale del 3,3%. Questo quadro posiziona l’Abruzzo al secondo posto in Italia per l’entità dei rincari. La situazione è stata descritta come critica: «L'inflazione strangola le famiglie: il costo dell'abitare, nella Regione Abruzzo, balza a livelli record. Serve un'inversione di rotta».

L’analisi del sindacato degli inquilini rivela che a pesare maggiormente sul bilancio delle famiglie sono le spese legate all’abitazione, le utenze e i trasporti. Nello specifico, il gas sul mercato tutelato ha registrato un aumento del 31%, mentre il gasolio da riscaldamento è cresciuto del 31,8%. Anche il costo della benzina ha subito un incremento del 16,3%. A questi rincari si aggiunge una preoccupante crescita dei canoni di locazione, che a livello regionale sono aumentati del 20%, un dato che il Sunia collega direttamente alla crescente difficoltà delle famiglie nel sostenere sia gli affitti che le spese correnti essenziali.

Rincari, affitti e richieste al livello pubblico

Il segretario generale del Sunia Abruzzo Molise, Geppino Oleandro, ha denunciato con forza la mancanza di interventi strutturati e di politiche efficaci sul tema della casa.

«I dati dimostrano che in Abruzzo l'inflazione morde più che altrove, eppure registriamo la totale assenza di politiche abitative efficaci sia a livello nazionale che regionale», ha affermato. Il documento richiamato dal sindacato sottolinea come l’aumento del costo dell’abitare colpisca in maniera particolarmente dura lavoratori, pensionati e le famiglie economicamente più fragili, rendendo la casa un lusso insostenibile per molti.

Per far fronte a questa emergenza, il Sunia ha avanzato precise richieste, tra cui il ripristino strutturale dei fondi destinati al sostegno agli affitti e per la morosità incolpevole. Tra le proposte figurano anche l’elaborazione di un piano per l’edilizia pubblica, l’introduzione di regole più stringenti sugli affitti brevi e l’implementazione di incentivi per il canone concordato, al fine di contenere i prezzi delle locazioni.

Il sindacato ha inoltre evidenziato la necessità di una riforma della normativa sulle case popolari, con un’attenzione particolare alle famiglie in affitto appartenenti alla cosiddetta fascia grigia, spesso escluse dalle tutele.

Le abitazioni vuote e il nodo degli sfratti

Un paradosso significativo evidenziato dal sindacato è la presenza di oltre 250 mila abitazioni vuote in Abruzzo, una cifra che rappresenta il 34% del patrimonio immobiliare regionale. Nell’Aquilano, questa percentuale raggiunge addirittura il 44%. Questo dato viene messo in relazione diretta con la grave emergenza abitativa e con le numerose richieste di sfratto registrate negli ultimi cinque anni. Si contano infatti oltre 6mila richieste di sfratto, di cui il 90% dei casi è legato alla morosità incolpevole, evidenziando una profonda crisi sociale ed economica che necessita di risposte urgenti e concrete.