Il Sunia Bologna ha lanciato un allarme sulla crescente pressione degli affitti e sugli sfratti nell’area metropolitana. Il sindacato ha presentato il rapporto sulle udienze di convalida degli sfratti del 2025, affiancandolo ai primi dati del 2026. Il quadro, sulla Città metropolitana, descrive una pressione che non resta confinata al capoluogo, ma coinvolge anche l’hinterland.
Nel 2025, nella Città metropolitana, sono stati trattati 930 procedimenti di sfratto, con 718 convalide stimate. Bologna concentra 446 procedimenti e 329 convalide, con un peso rilevante della morosità.
Sfratti: la situazione nell’area metropolitana
Fuori dal capoluogo, il rapporto cita diversi comuni dell'area metropolitana. Il confronto gennaio-settembre 2025/2026 mostra una diminuzione complessiva dei procedimenti nell’intera area, sia per morosità che per finita locazione.
Il dato sulla finita locazione evidenzia una differenza tra Bologna e il resto della Città metropolitana. Nel capoluogo, i procedimenti per finita locazione sono diminuiti, mentre nel resto dell’area metropolitana sono rimasti sostanzialmente stabili. Il Sunia collega questa dinamica allo spostamento del problema verso la cintura metropolitana, indicando tra le persone più esposte i lavoratori con salari bassi. Il rapporto chiede: "Bologna è la città del lavoro o è la città della rendita?".
Il contesto del caro affitti
Il tema degli sfratti si inserisce in un mercato degli affitti già caratterizzato da aumenti rilevanti. Tra il 2018 e il 2024, le elaborazioni Ifel/Anci indicano per Bologna una crescita dei canoni del 34,1%. La città è settima in Italia per ritmo di crescita e terza tra i grandi centri urbani, dopo Firenze e Milano.