Cgil, Cisl e Uil del Trentino chiedono misure urgenti e strutturali per affrontare l'escalation dei costi abitativi. La denuncia, presentata a Trento il 14 ottobre 2026, evidenzia come i rincari negli affitti e nei prezzi di acquisto degli immobili stiano gravando pesantemente sulla provincia. Questa situazione colpisce in particolare le famiglie più fragili e i lavoratori che, pur percependo un reddito, faticano a trovare un'abitazione adeguata.

Il quadro richiamato dai sindacati evidenzia un'allarmante crescita: nell’arco di un anno, i canoni di locazione sono aumentati del 14%, mentre i prezzi di acquisto hanno subito un incremento del 10,5%.

Per Cgil, Cisl e Uil, questa pressione abitativa si concentra in modo critico su alcune aree del territorio trentino, rendendo indispensabile un intervento pubblico più ampio rispetto alle misure già avviate dalla Provincia.

Le Richieste dei Sindacati

Manuela Faggioni, Michele Bezzi e Walter Largher individuano i principali nodi del mercato abitativo: la proliferazione degli affitti brevi, la lentezza delle ristrutturazioni Itea e la scarsa disponibilità di abitazioni a canone sociale e moderato. La nota unitaria afferma: “Su un punto sembra siamo d'accordo in molti. Sul nostro territorio, ed in particolare su alcune aree a maggiore pressione abitativa, c'è una vera e propria emergenza. Il tema è affrontarla”.

La richiesta centrale è l'implementazione di un piano casa complessivo, mirato ad aumentare il numero di alloggi pubblici disponibili sul territorio. L'ampliamento dell'offerta non solo risponderebbe a un bisogno crescente, ma agirebbe anche come calmiere dei prezzi. Sul fronte degli affitti, si sollecitano interventi sulla leva fiscale e un incremento dei contributi per la ristrutturazione di immobili destinati ad affitti agevolati. L'obiettivo è incentivare i proprietari di case sfitte a rimetterle sul mercato e disincentivare le speculazioni legate agli affitti turistici attraverso una tassazione equa.

Inoltre, Cgil, Cisl e Uil propongono una revisione del regime del canone concordato per renderlo più appetibile per proprietari e affittuari, favorendo così una maggiore diffusione di contratti a canone calmierato.

Le sigle giudicano non sufficienti gli interventi varati dalla Giunta provinciale per l'emergenza abitativa, pur richiamando il percorso di ascolto avviato dall’assessore Marchiori. La richiesta operativa e prioritaria è la convocazione immediata del Tavolo provinciale sulla casa, considerato la sede idonea per valutare i dati aggiornati e definire nuove e più efficaci politiche abitative.