L'emergenza abitativa globale è stata al centro di un importante incontro delle Nazioni Unite svoltosi a Muscat, in Oman, in occasione della Giornata Mondiale dell'Habitat. La notizia, diffusa il 6 ottobre 2026, ha evidenziato il confronto avviato nella capitale omanita tra rappresentanti di governi, membri della società civile e accademici, tutti uniti nella pressante richiesta di un intervento immediato e coordinato a livello globale, essenziale per affrontare una crisi abitativa che affligge quasi 3,4 miliardi di persone.

Anacláudia Rossbach, direttrice esecutiva di UN-Habitat, ha sottolineato il legame indissolubile tra il diritto alla casa, la dignità individuale e la sostenibilità delle aree urbane.

Ha affermato con forza che «Un alloggio adeguato non è un lusso. È il fondamento di una vita dignitosa e di città sostenibili», richiamando l'attenzione sulla necessità di trattare l'edilizia abitativa come una priorità pubblica, al pari della terra e dei servizi essenziali. Rossbach ha inoltre sollecitato una collaborazione rafforzata e sinergica tra autorità pubbliche, il settore privato e la società civile, ritenuta indispensabile per affrontare efficacemente questa sfida globale.

I dati globali sull'emergenza abitativa

Nel suo messaggio ai partecipanti, António Guterres ha ribadito che un alloggio adeguato per tutti costituisce la base imprescindibile per garantire dignità, sicurezza e opportunità.

Il quadro delineato dalle Nazioni Unite è allarmante: oltre tre miliardi di persone a livello mondiale sono ancora private di questo diritto umano fondamentale. Di queste, più di un miliardo risiede in insediamenti informali o baraccopoli, mentre un numero significativo di individui si trova in condizione di senzatetto o è stato costretto a sfollare a causa di conflitti armati, disastri naturali sempre più frequenti e i crescenti impatti devastanti dei cambiamenti climatici.

Nga Kor Ming, presidente dell'Assemblea di UN-Habitat e ministro malese dell'edilizia abitativa e del governo locale, ha posto l'accento sulla drammatica condizione di milioni di famiglie. Ha descritto la realtà di chi vive in alloggi privi di servizi igienici essenziali o acqua potabile, dove i figli sono costantemente esposti a gravi malattie prevenibili, minando il loro futuro e la loro salute.

Con parole incisive, Ming ha dichiarato: «Una casa senza acqua potabile, senza sicurezza né garanzie legali non è una casa. È una trappola che chiude le persone nella povertà».

I criteri per un alloggio adeguato

Le Nazioni Unite, attraverso i loro riferimenti sui diritti umani, hanno stabilito sette criteri fondamentali per definire un alloggio come adeguato. Tra questi elementi essenziali figurano la disponibilità di servizi adeguati, l'abitabilità, la sostenibilità del costo, l'ubicazione e l'accessibilità. Durante il confronto tenutosi a Muscat, è emersa con chiarezza l'associazione tra il tema dell'alloggio e l'urgente necessità di investire in case dignitose e nella trasformazione degli insediamenti informali.

Tali interventi sono considerati cruciali non solo per ridurre la povertà e le disuguaglianze sociali, ma anche per rafforzare in modo significativo la resilienza delle comunità di fronte alle sfide future.