Secondo una prima stima del Ministero della Giustizia saranno tra i 3 mila e i 4 mila le persone che potranno avere una riduzione della pena o per alcuni di loro poter uscire dal carcere per effetto della sentenza emanate ieri dalla Suprema Corte. I giudici delle sezioni unite della Cassazione hanno dato il via libera al diritto alla rideterminazione per la pena al ribasso per i condannati in via definitiva per spaccio lieve di droga con recidiva.

Sono esclusi invece i grandi trafficanti , ovvero tutti gli altri condannati in via definitiva, commesso per associazione a delinquere. Complessivamente nel nostro paese, per reati legati al traffico di stupefacenti, sono in carcere ben 21 mila detenuti. I detenuti che ritengono che la loro pena sia stata troppo alta possono fare domanda al giudice dell'esecuzione che rientra nel giudicato per ricalcolare la pena.

Se questa pena è al ribasso, il giudice la ridetermina. Dopo questo calcolo i detenuti potrebbero uscire se naturalmente il calcolo estingue completamente la pena oppure, potrebbero avere solo una riduzione della pena.

In sostanza, i giudici della Suprema Corte hanno accolto un ricorso della Procura di Napoli contro la decisione del tribunale che aveva negato ad un condannato recidivo per piccolo spaccio di ottenere il ricalcolo della pena al seguito della sentenza della Consulta che già nel 2012 aveva bocciato la legge Fini-Giovanardi, che vietava la concessione delle attenuanti prevalenti nel caso di recidivi.

La sentenza nel complesso inciderà significativamente sul sovraffollamento delle carceri anche se la decisione della Cassazione sta comunque suscitando moltissime polemiche.

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