Introdotto con la legge n. 176 del 25 ottobre 2007, il test INVALSI è stato suddiviso in due parti fino all'anno scorso comprendenti la prova di matematica e la prova di italiano. Quest'anno c'è stata la novità nel test con la presenza della prova di inglese. Inizialmente la prova era a scopo puramente statistico oggi invece concorre nella valutazione finale del primo ciclo d'istruzione.

Il test è una prova scritta diretta agli studenti del terzo anno della Scuola secondaria di primo grado e al secondo anno della scuola secondaria di secondo grado e redatto dall'Istituto nazionale per la valutazione del sistema dell'istruzione.

Ma in molti si chiedono se sia davvero necessario sottoporre questi test a ogni alunno in ogni classe ogni mese di maggio di ogni anno? Forse sarebbe sufficiente proporre le prove con cadenza biennale, per dare spazio a test più aperti, quindi a correzioni più attente.

Per controllare e valutare sarebbero necessari molti altri valori che ora non entrano nei risultati. L'altro tema discusso riguardo alle prove è loro sostanza.

Il test è composto da domande chiuse a cui rispondere attingendo alle proprie conoscenze di grammatica, matematica, logica. La sola verifica delle risposte a domande aperte tuttavia è uno dei costi maggiori nel budget INVALSI.

Solo nel 2012 l'istituto Invalsi ha speso complessivamente 24 milioni e 962 mila euro. Per i prossimi test si calcolano necessità finanziarie per 16 milioni e 960 mila euro all'anno.

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Di questi, quattro serviranno per le prove universali nazionali; due per quelle internazionali; 850 mila euro andranno a quelle campionarie; e due milioni e mezzo infine serviranno a supportare le scuole nella loro autovalutazione.

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