La speranza di ritrovare vivi Naftali Fraenkel, (16 anni), Gilad Shaar, (16 anni), ed Eyal Yifrach (19 anni) si è spenta in queste ore quando è giunta la conferma da parte dell'IDF, le forze di difesa israeliane, del ritrovamento dei tre corpi in una zona a nord di Hebron, in Cisgiordania.

I tre giovani sono stati sequestrati il 12 giugno scorso mentre tornavano a casa in autostop.

Erano studenti di yeshivah, una istituzione educativa ebraica molto importante per Israele in cui si approfondiscono testi sacri, basati principalmente sullo studio del Talmud e della Torah, svolto in classi collettive condotte da un Rabbino.

Il loro rapimento al rientro abituale da queste sedute di studio rende ancora più drammatico e oltraggioso il loro sequestro ed è forte il sospetto che si sia trattato di un piano preciso che ha sfruttato la abitudine dell'autostop per il rientro.

Rientravano proprio da Hebron e la loro morte sembrerebbe risalire allo stesso momento del rapimento.

La responsabilità di Hamas è certa per il premier Netanyahu che ha dichiarato 'Hamas è responsabile e Hamas pagherà', dando disposizioni per la riunione immediata del Consiglio d Sicurezza del Governo Israeliano, esprimendo il dolore di tutta la nazione per l'accaduto.

Immediata la reazione di Renzo Gattegna, presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI) che ha dichiarato, tra l'altro, che 'Oggi è un giorno di lutto per chiunque creda nei valori della pace e dell'umanità' auspicando che gli autori del crimine efferato siano al più presto assicurati alla giustizia e che paghino in quella sede le loro orribili colpe.

Il fatto si colloca in un momento di notevole crisi nei rapporti israelo-palestinesi, che hanno visto di recente anche la reazione militare israeliana ai continui lanci di colpi di mortaio e missili dalla striscia di Gaza verso Israele, dove gli abitanti della città di Siderot hanno solo 15 secondi di tempo per rifugiarsi dal momento in cui scatta l'orribile sirena dell'allarme.

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