Le indagini degli inquirenti sono a una svolta. Il magazine Giallo ha svelato nuovi agghiaccianti elementi che sono emersi riguardo al delitto della mamma di 37 anni, in quanto le indagini degli inquirenti che hanno effettuato sul cellulare hanno rivelato che Michele Buoninconti, accusato dell'omicidio di Elena Ceste, il giorno del delitto si è diretto verso il canale dove è stato ritrovato il cadavere della moglie. Dopo aver accompagnato i figli a scuola, l'uomo, in modo premeditato, avrebbe chiamato dal luogo del ritrovamento del cadavere la vicina di casa per chiedere informazioni sulla moglie, scomparsa da poche ore.

Giallo Ceste: crolla il castello di menzogne di Michele Buoninconti

Per la Procura di Asti non ci sarebbero dubbi, ad uccidere la 37 enne per asfissia è stato il marito e dopo averla strangolata sul letto coniugale ha occultato il cadavere gettandola nel fosso del canale del Rio Mersa a 1 km dalla sua abitazione.

Dopo il ritrovamento del cadavere di Elena Ceste lo scorso ottobre, le prove a carico di Michele Buoninconti sono diventate pesanti.

a tradire l'ex vigile del fuoco sono stati anche i suoi strani comportamenti, le sue incongruenze nella versione dei fatti subito dopo la scomparsa di Elena, e la testimonianza della vicina di casa Ester Nicola che ha rivelato ai carabinieri Lo strano atteggiamento e la risata che fece Michele quando il cellulare di Elena improvvisamente si mise a squillare, una reazione per Ester insolita per un marito che cerca la moglie scomparsa.

Per il Gip, a spingere l'uomo al premeditato assassino è stato l'odio prolungato nel tempo verso la donna da "raddrizzare", una moglie ritenuta infedele e madre inadeguata, quindi da punire. Secondo la Procura, il Buoninconti, sconvolto dal presunto fardello del tradimento, troppo pesante da sopportare in un piccolo paese che mormora, avrebbe assassinato la moglie.

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La vicina di casa ha anche riferito che la 37 enne le avrebbe confidato nei giorni precedenti al delitto le sue paure riguardo all'atteggiamento ossessivo e la gelosia morbosa del marito, che le controllava continuamente il cellulare e ogni suo spostamento e le impediva di rispondere al telefono.

Intanto in paese in questi mesi in molti hanno ricordato Elena Ceste con fiaccolate, cortei e preghiere, mentre il marito, in carcere dallo scorso gennaio per omicidio volontario premeditato e occultamento di cadavere, continua a dichiararsi innocente e si è avvalso della facoltà di non rispondere per proteggere i suoi figli, chiedendo inoltre di poter dare degna sepoltura a sua moglie Elena.

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