Oggi la cronaca non può tornare ad interessarsi ad uno dei casi più inquietanti che hanno indignato l'opinione pubblica. Di chi stiamo parlando se non di Elena Ceste, la povera casalinga e madre di quattro figli scomparsa da Costigliole d'Asti il 24 gennaio del 2014, per poi essere ritrovata in un canalone di scolo del rio Mersa il 20 ottobre 2014. Se per la scomparsa di Denise Pipitone, Jessica Pulizzi, l'unica indagata, è stata assolta dal tribunale di Palermo, il pm di Asti ha chiesto 30 anni di detenzione per Michele Buoniconti, reo di aver provocato la morte della moglie la mattina stessa della sparizione. Come ricorderete Michele era stato arrestato dopo 9 mesi di estenuanti indagini dai carabinieri, con a capo il colonnello Fabio Federici, lasciando nello strazio più totale i 4 figli e gli anziani suoceri che sono sempre stati presenti alle udienze del tribunale di Asti.

Ma le prove sarebbero approssimative 

Ai dibattiti che si sono tenuti a porte chiuse il pompiere, cambiato profondamente nell'aspetto fisico, è stato difeso dagli avvocati Giuseppe Marazzita e Enrico Scolari che hanno chiesto per lui l'assoluzione, in quanto le prove sarebbero approssimative e zeppe di errori. Alla prima udienza aggiornata al 23 settembre 2015, erano presenti i genitori di Elena Ceste, Lucia Reggio e Franco Ceste che a testa alta hanno ascoltato la requisitoria del pm Laura Deodato, mentre i loro legali Deborah Abate Zaro e Carlo Tabbia hanno chiesto oltre ad una pena esemplare, due milioni di risarcimento. L'udienza è stata aggiornata a giovedì 7 ottobre mentre quella definitiva potrebbe arrivare già nella serata di mercoledì 4 novembre.

Caso Ceste: parla la madre di Elena 

Ma ripercorriamo i concitati momenti susseguiti alla sparizione di Elena Ceste, che si sarebbe allontanata da casa verso le 8 del mattino, quando Michele portava i 4 figli a scuola.

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Alle 9, il marito aveva dato l'allarme in quanto aveva trovato gli indumenti e gli occhiali della moglie fuori dal cancello, sebbene questa versione sia stata smentita da un'intercettazione telefonica tra padre e figlia. Dopo che le segnalazioni pervenute sono state ritenute false, è arrivato finalmente l'arresto del marito con l'accusa di omicidio, sebbene lui in tutto questo tempo si sia proclamato innocente.

Ma arriviamo a mercoledì 7 ottobre quando l'arringa difensiva ha dipinto Elena come una mamma modello, ma affetta da disturbo della personalità bipolare che non le avrebbe consentito di gestire due vite parallele, tanto da togliersi la vita in un modo così estremo. Ma ecco arrivare le parole della madre Lucia Reggio che non ci sta a far passare sua figlia come pazza, dichiarando queste testuali parole: 'Se era pazza perché non me l'ha restituita?'

Come non darle ragione, almeno con lei sarebbe sempre viva. Per altre notizie di cronaca non dimenticatevi di cliccare segui, il tasto a destra dell'articolo.