Il caso dell'omicidio di Elena Ceste continua a far discutere e, nel frattempo, prosegue il processo a carico di Michele Buoninconti, accusato di essere l'assassino della moglie. I suoi avvocati comunque sono certi che le presunte prove a carico di Michele non possano reggere alla prova dei fatti e sono alla ricerca di dati precisi, per scagionare il loro assistito. Il pm ha chiesto per il marito di Elena Ceste una condanna a 30 anni, anche perché Michele sarebbe accusato pure di occultamento di cadavere.

La versione dell'avvocato Enrico Scolari

Una situazione non facile, che i legali stanno esaminando passo dopo passo in maniera minuziosa.

Secondo l'avvocato Enrico Scolari, che difende Michele Buoninconti, sarebbe possibile rintracciare, all'interno delle relazioni tecniche, differenti errori di valutazione e di giudizi dati con approssimazione sui fatti. E' molto dura l'accusa del legale, che ci tiene a precisare come le analisi siano in grado di mettere in evidenza molti aspetti contraddittori. All'interno del fascicolo Scolari avrebbe rintracciato circa 10 punti che potrebbero essere considerati degli errori e non spiegare in modo chiaro la posizione occupata dal presunto assassino.

Una ricostruzione dei fatti forzata?

Secondo gli avvocati di Buoninconti occorrono dati precisi e non parole, perché in certi punti le ricostruzioni a carico del loro assistito sarebbero state fatte a partire da una realtà prestabilita, che si è data come assodata.

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Ma c'è di più, perché Scolari arriva a dire che in certi punti ci sarebbero state delle vere e proprie forzature nella vicenda e nella sua interpretazione. La difesa di Michele Buoninconti è propensa a ritenere che tutti questi possibili errori mettano l'uomo nelle condizioni di poter trovare margini per sfuggire alle accuse che gli vengono rivolte. Secondo i legali, se veramente venisse fuori una ricostruzione dei fatti forzata, Michele potrebbe avere tutte le carte in regola per poter risultare non colpevole dell'omicidio.

Il cadavere di Elena Ceste

L'avvocato Scolari insiste soprattutto su un particolare: la posizione in cui sarebbe stato trovato il cadavere di Elena Ceste. Secondo il legale, la versione fornita dalla procura non sarebbe supportata dalle prove, nonostante le telefonate che incastrerebbero Michele. Scolari afferma che il corpo di Elena non sarebbe stato rintracciato con le braccia parallele al corpo. Precisa che il dorso sarebbe stato leggermente girato, come dimostrerebbero anche le foto dei rilevamenti dei carabinieri. Tutto ciò, secondo la difesa di Buoninconti, farebbe comprendere l'idea di qualcuno che avrebbe voluto predisporre il corpo in modo tale che non venisse ritrovato facilmente.