Adesso si è scoperto che nei cieli del Sinai si sarebbe potuta registrare una tragedia della stessa portata di quella che ha visto precipitare l’aereo russo causando oltre duecento vittime già nel mese di agosto. A rivelarlo è stato il quotidiano britannico "Daily Mail" che ha raccontato come, il 23 di agosto, un missile stava per colpire un aereo della compagnia Thomson con 189 passeggeri a bordo. Fortunatamente il razzo, lanciato molto probabilmente dalle forze armate egiziane durante un’esercitazione, è stato evitato grazie alla prontezza del pilota che è riuscito a cambiare rotta e ad evitare la tragedia. La notizia è emersa soltanto ora e aggiunge retroscena inquietanti riguardo il tema della sicurezza nei cieli egiziani.

È di ieri la notizia della sospensione dei voli nel Sinai da parte degli aerei russi finchè non saranno chiarite le reali dinamiche del disastro aereo avvenuto sabato scorso. L’ordine è arrivato direttamente dal Presidente russo Putin che vuole evitare che altre tragedia simili si ripetano, posizione poi ammorbidita dopo un colloquio telefonico con Abdel Fattah al Sisi al termine del quale si è appreso che è intenzione della Russia riprendere al più presto i voli e cooperare, insieme al leader egiziano, per rafforzare la sicurezza aerea nei cieli del Sinai.

Sempre più accreditata l'ipotesi della bomba

La notizia della tragedia sfiorata ad agosto però mette benzina sul fuoco e alimenta le preoccupazioni di coloro i quali ritengono che quella zona sia in mano all’Isis e, per il momento, sia meglio evitarla.

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Secondo la "BBC"  gli inquirenti del Regno Unito che indagano sulla tragedia aerea del 31 di ottobre, sono fortemente convinti che a far esplodere l’Airbus A321 sia stata una bomba piazzata in un bagaglio, poi posizionato all’interno della stiva.

Intanto nell’aeroporto di Sharm El Sheikh sono stati intensificati i controlli sui passeggeri, da notizie riportate dall’Ansa, infatti, si apprende che oltre ai normali controlli, ai passeggeri viene chiesto di togliersi anche le scarpe, una procedura che generalmente non viene effettuata all’interno di quell’aeroporto.