Finiti nelle mani di trafficanti di rifiuti gli indumenti che erano stati donati alla Caritas per aiutare le persone in difficoltà economica e sociale, ma molti capi di abbigliamento e accessori di ogni genere erano arrivati anche per sostenere l'integrazione agli immigrati. Numerosi sono stati in questi mesi gli sbarchi in Sardegna e sopratutto al porto di Cagliari. Sono più di duemila i migranti che poi sono stati dirottati verso i maggiori centri di accoglienza, la fiera campionaria, o altre sedi in grado di accoglierli in modo dignitoso. Proprio del capoluogo stava per lasciare l'isola alla volta di Napoli un tir con un importante carico di indumenti che sarebbero stati poi rivenduti una volta giunti a destinazione.

Indignazione per il sequestro della merce che non fa che acuire il divario fra aiuto-sostegno e arrivo reale degli aiuti alle persone con difficoltà economiche.

Traffico organizzato di rifiuti

Finite tra gli indagati quattro persone accusate di far parte di un'organizzazione di traffico di rifiuti. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Guido Pani della Dda di Cagliari, mentre il sequestro nel porto cagliaritana è stato effettuato dal Nucleo regionale del Corpo forestale. Il fermo è avvenuto nel porto di Cagliari, da dove un mezzo pesante con decine di tonnellate di indumenti nuovi e vecchi, capi di abbigliamento di ogni tipologia e taglie, accessori, si stava imbarcando su un traghetto diretto a Napoli. Il carico costituiva le donazioni fatte alla Caritas e poi caricate all'interno del tir: probabile destinazione la vendita sul mercato dell'usato da parte di organizzazioni di riciclaggio di rifiuti.

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Non è possibile ancora chiarire quali siano le strategie dell'organizzazione e da dove effettivamente provenga il carico sequestrato all'interno del mezzo: il traffico organizzato di rifiuti sempre più infatti si sta diffondendo anche nell'Isola, che proprio nelle donazioni per i migranti e i poveri ha trovato una nuova fortuna,

Il ruolo della Caritas

Il caso accresce l'apprensione della popolazione sarda e la conferma di un triste luogo comune per il quale la donazione di abbigliamento non sia utile per aiutare chi è più bisognoso, ma che serva esclusivamente ad arricchire il mercato della vendita dell'usato e di altre organizzazioni di riciclaggio. Al momento si stanno svolgendo le indagini di routine per comprendere chi siano i capi dell'organizzazione malavitosa, chi abbia fornito le donazioni alla Caritas per l'imbarco, oltre ai membri dell'organizzazione nella città di destinazione del carico. Il fatto di stamane acuisce maggiormente una situazione di scoramento chela popolazione sarda attraversa a seguito degli sforzi nel sostenere coloro che si trovano in elevate condizioni di bisogno: 'se gli aiuti non arrivano, non è possibile fidarsi e pretendere che la situazione si risolva da sé'.

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