E' uno sfogo accompagnato all'esasperazione quello dei genitori di Elisa, molestata da un suo professore e per questo è arrivata a togliersi la vita, dopo una lunga serie di sentenze contraddittorie stanno pagando un risarcimento economico proprio all'uomo che ha abusato della figlia ormai scomparsa. "Su sette processi penali ne abbiamo vinti tutti e sette ma l'unico che abbiamo perso è stato quello civile che ci ha condannati a risarcire economicamente la famiglia Foschini" (il cognome del professore che ha molestato la studentessa) racconta il padre della giovane.

La storia di Elisa, quindici anni, nell'anno 2007 studentessa di Faenza (comune della provincia di Ravenna in Emilia-Romagna) molestata sessualmente da un professore cinquantenne è la storia della faccia buia della giustizia italiana che con un tribunale penale condanna il molestatore a tre anni di carcere ma il tribunale civile sanziona la famiglia della vittima a pagare una provvisionale ai genitori del molestatore nel cui conto corrente Foschini aveva fatto confluire tutti i suoi averi.

Oltre al danno anche la beffa per i genitori di Elisa

Nell'anno 2014 la giovanissima Elisa non ce l'ha fatta più a tenere dentro di sè quel tormento così doloroso che le ha fatto scaturire il desiderio di togliersi la vita suicidandosi, il motivo una forte depressione. "Sicuramente la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato quello del processo civile" si confida la madre della fanciulla suicida, mentre il papà continua dicendo: "è stato ribadito penalmente che i genitori di Foschini, padre e madre, hanno collaborato alla sparizione di questi soldi, di questi denari che in qualche modo avrebbero dovuto dare a noi". Sentenze favorevoli, indignazione della gente che ha solidariezzato con i genitori di Elisa ma tutto questo non è bastato perché ancora oggi per papà Davide e per mamma Stefania, la beffa, oltre al danno subito, continua: "dicono che l'appello sarà nel 2017, continuo quindi a pagare fino a quel punto una somma di denaro pari al mio quinto dello stipendio e poi si vedrà".

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