“Mangiate e bevete fino a quell’ora in cui potrete distinguere un filo bianco da uno nero, poi digiunate fino alla notte”. Queste le parole del Corano che regolano il digiuno durante il periodo di Ramadan. Concesso poco prima dell’alba l’ultimo spuntino, lo Shour, senza il quale nessuno potrebbe affrontare una giornata di lavoro italiana senza mangiare assolutamente. A Roma sorge la più grande moschea d’Europa e migliaia di fedeli vi si dirigono oltre il tramonto per la preghiera serale dove iniziano a rompere il digiuno consumando datteri prima che venga distribuito il pasto.

Il Ramadan “italiano”

A testimoniare l’ossequiosità con la quale si prestano al mese sacro sono le parole stesse dei musulmani che abitano la penisola. Ci dice Anis, che vende rose tra i ristoranti: “Mi sveglio molto prima del solito per poter mangiare e soprattutto bere. Bevo quasi un litro d’acqua e poi mi concedo un’ultima sigaretta’’, ci confessa Anis, "così sono pronto ad affrontare i turisti con le mie rose.

Devo mantenere il sorriso per tutto il giorno, nonostante il digiuno”; o ancora uno dei guardiani della moschea: “Nell’ultima settimana di Ramadan, la più’ sacra, perché è durante la 26esima notte che è stato rivelato il Corano, la moschea riunisce centinaia di persone’’. Ovviamente tutti loro devono adottare uno stile di vita consono al paese in cui vivono e la situazione a riguardo è peculiare perché il tramonto a Roma, ad esempio, arriva decisamente dopo che a Marrakech, almeno di due ore.

Non solo digiuno

Il digiuno nel periodo sacro non è la sola ottemperanza per un musulmano, che anzi deve necessariamente provvedere a seguire una serie di leggi previste dalla sua stessa religione. Il Ramadan è infatti 1 dei 5 pilastri dell’Islam. Gli altri sono: la professione di fede; l’elemosina da versare annualmente che deve corrispondere almeno al 2,5% del capitale, escluso quelle che serve a coprire i bisogni primari della famiglia, essendo la beneficenza un atto di fondamentale importanza; il pellegrinaggio alla Mecca, se le condizioni economiche lo permettono, almeno una volta nel corso della vita; e la preghiera che va compiuta cinque volte al giorno e preganti in direzione della città santa.

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