Il terrorismo ha vinto. Gennaro Cotugno, miracolosamente scampato al massacro dell'attentato di Dacca all'Holey Artisan Bakery, avvenuto pochi giorni dopo quello all'aeroporto di Ataturk, ha così commentato all'Ansa ieri 5 luglio: "Non sono mai stato razzista, ma dopo Dacca credo che lo diventerò“. L'uomo, che doveva essere presente al ristornate della strage ma che per motivi di salute era rimasto a casa, era stato inizialmente dato per disperso e dunque tra le vittime.

In realtà si era salvato, e dopo aver rassicurato la famiglia ha sfogato tutta la sua paura, la sua rabbia e il sollievo per essere scampato a quel massacro.

Cotugno: noi li aiutiamo e loro ci ammazzano, non tornerò più in Bangladesh

Gennaro è pugliese, precisamente di Bitonto, dove si sta ricongiungendo ai suoi cari proprio in queste ore. E' stato lui stesso ad avvisare la famiglia e la Farnesina delle sue condizioni.

Non appena ha appreso dell'attentato ha rassicurato tutti a casa ed ha fatto ritorno in Italia. Le sue parole, seppur comprensibili dato il pericolo a cui è stato esposto, non possono però non farci capire quanto quell'attentato abbia colpito nel segno. Lo scopo del terrorismo è proprio questo. Seminare odio ed alimentarsi di quell'odio per creare ancora più violenza. Come è accaduto solo 3 giorni fa a New York, dove una violenta esplosione a Central Park ha fatto subito pensare ad un ennesimo attacco terrorista per le celebrazioni del 4 luglio.

Gennaro, che era in Bangladesh da 3 anni e viveva a Dacca, si sfoga affermando che un gesto tanto atroce, da parte di un popolo, il Bangladesh, proprio verso coloro che dagli anni '70 li finanziano e li aiutano in tanti modi, da quello economico a quello umanitario e medico, nessuno se lo aspettava.

Rientrate le salme, la commozione dei familiari

Intanto, ieri 5 luglio, è atterrato a Ciampino l'areo che ha riportato per l'ultima volta a casa gli italiani rimasti uccisi nell'attentato.

Ecco il video della commozione dei parenti che accolgono i loro cari.

Tanto dolore e una consapevolezza. Il terrorismo forse ha segnato un punto insanguinato nella folle lotta che sta combattendo contro la civiltà. In Turchia lo scalo di Ataturk ha riaperto parzialmente, segno della volontà di ritornare quanto prima ad una normalità che di normale non ha nulla. Il Bangladesh pulito, quello della solidarietà, si stringe attorno alle nostre vittime.

Anche qui in Italia andremo avanti. Le parole di Gennaro però non possono non essere ascoltate: "prima non ero razzista, adesso credo che lo diventerò". 

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