La festa dell'indipendenza, "the Independence day", che si festeggia oggi 4 luglio in America, porta con sé un'ombra di paura. L'Isis lo aveva annunciato: colpiremo il 4 luglio, cioè al cuore degli Stati Uniti e del mondo. E a questo si è pensato non appena è giunta la notizia dell'esplosione a Central Park. Impossibile non tornare con la mente a quell'11 settembre di 15 anni fa. Impossibile non pensare al recente attentato all'aeroporto turco di Ataturk; impossibile oramai non avere paura.

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Perchè gli eventi pubblici si sono trasformati in luoghi di tale aggregazione da rappresentare un bersaglio perfetto per la strategia del terrore.

Quell'esplosione che ha fatto tremare l'America

Ieri, 3 luglio, si celebravano i funerali del Premio Nobel per la Pace Elie Wiesele, scomparso poco prima del Premio Oscar Michael Cimino. L'America si stringeva attorno a questi protagonisti, ciascuno a modo suo, della storia recente. Proprio di Wiesele si stavano celebrando i funerali quando una violenta esplosione nel cuore di Central Park ha fatto tremare un intero quartiere.

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Tra la quinta e la 68esima strada, cioè all'interno del parco, un ragazzo di 19 anni è rimasto gravemente ferito, tanto che rischierebbe di perdere una gamba, a causa di un'esplosione che sul momento ha fatto pensare ad una bomba. Subito la mente è andata all'Isis e alla sua minaccia di funestare il giorno del 4 luglio. Alcuni presenti in realtà hanno parlato di qualcosa che somigliava ad un fuoco d'artificio.  

Un 4 luglio a metà, vietati gli storici fuochi d'artificio

Ci mancava solo il divieto arrivato sull'utilizzo dei tradizionali fuochi d'artificio a gettare un velo sulla festa che si sta svolgendo proprio in queste ore in America.

Una precauzione dovuta, dato l'alto tasso di siccità. Sull'episodio di ieri è intervenuto anche il comandante capo della squadra artificieri della polizia newyorkese, Mark Torre. Torre afferma che ogni anno, proprio durante le celebrazioni, la sua squadra è impegnata a disinnescare ordigni fatti in casa, che possono tra l'altro provocare incendi. Probabilmente, si augura, l'episodio dell'esplosione a Central Park potrebbe essere fatta rientrare in questi casi: un ordigno amatoriale preparato per la festa ed esploso inavvertitamente.

Il punto è che ci troviamo oramai davanti alla paradossale situazione di temere attentati ogni qualvolta si ode uno scoppio. Ed in fondo non è proprio questo lo scopo del terrorismo? Generare terrore, far si che nessuno si senta più al sicuro in nessun posto? Buon festeggiamento America, che almeno per oggi ci sia davvero una festa della libertà.

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