Arriva dall'Ansa la conferma sull'identificazione di 27 persone tra le 36 vittime del terribile attentato all'aeroporto di Istanbul di ieri 28 giugno. E' un clima di terrore quello che si respira in tutto il mondo. Ancora troppo recente la minaccia del terrorista Abballa, il killer dei poliziotti francesi, che definiva Euro 2016 un vero e proprio cimitero. E ieri sera l'ennesimo attacco contro vittime innocenti, ignari viaggiatori che andavano o tornavano magari dalle proprie famiglie e che hanno trovato la morte a causa di kamikaze spietati.

Qui sotto il video delle prime testimonianze dopo l'attentato. 

Il segnale di coraggio: riaperto già lo scalo turco

Il premier turco Yildirim ha naturalmente commentato immediatamente l'episodio, affermando che le modalità dell'attentato, con i killer che prima avrebbero aperto il fuoco sulle persone e poi si sarebbero fatti saltare in aria, riportano all'Isis. Ancora in corso le indagini, mentre dal governo turco arriva un messaggio importante.

Lo scalo di Ataturk è stato già in parte riaperto. Un modo per tornare quanto prima ad una normalità che oramai non ha più nulla di normale, ma un gesto forte. Non abbiamo paura, sembra dire. Una normalità che viene ferita, come nella recente strage al Pulse di Orlando in Florida, dove solo due settimane fa Omar Mateen ha aperto il fuoco su giovani che si trovavano semplicemente al pub per bere una birra, magari per dimenticare proprio gli orrori quotidiani.

 

La viltà di chi non riesce ad imporsi con le idee si scaglia contro gli innocenti

Non c'è nulla di più abietto e vile di un terrorista. Uccidere persone innocenti, colpevoli solo di essersi trovate nel posto sbagliato al momento sbagliato. Donne, uomini, bambini, gente normale che aveva una vita normale. Colpiti al cuore mentre svolgevano compiti quotidiani, come successo alla deputata inglese Joe Cox, raggiunti da un colpo d'arma di fuoco o da una bomba mentre si trovavano in banca, o al mercato, o al pub, o mentre stavano per imbarcarsi su un aereo magari per concedersi una meritata vacanza o riabbracciare una persona cara.

Colpiti da uomini che conoscono solo la forza della violenza, accecati da un'ideologia assassina che rivela la totale mancanza di umanità e fa perdere qualunque valore al messaggio che credono di portare. 

La Farnesina al lavoro, si cercano eventuali passeggeri italiani tra le vittime

La Farnesina, subito operativa in episodi come questo, sta in queste ore lavorando per escludere la presenza di passeggeri italiani tra le 36 vittime dell'attentato.

Al momento non sembrerebbero esservi connazionali coinvolti. Certo in questi casi la nazionalità non conta; siamo tutti concittadini del mondo di fronte a tale barbarie. Sono arrivati a 147 i feriti, mentre si indaga anche sulla nazionalità dei tre kamikaze morti. Arrestata nella serata anche una donna che sembrerebbe implicata nell'attentato, mentre altri 3 terroristi sarebbero fuggiti.  

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