IL blocco di Whatsapp imposto da un giudice di Rio De Janeiro, Brasile, non permetterà di avere alcun tipo di conversazione tramite la utilizzata piattaforma messaggistica dalle 16:30, ore italiane, fino a tempo indefinito. La sospensione è stata comunicata a tutti gli utenti e secondo l'agenzia di telecomunicazioni ( Anatel ), dopo che il Presidente della compagnia di Facebook ha negato alla polizia la divulgazione di importanti dati, riguardanti  scambio di informazioni da parte di narcotrafficanti.

Questo stesso fatto è già successo: infatti, lo stesso giudice, al tempo, impose un blocco simile per 72 ore, con la stessa accusa nei confronti del Presidente della compagnia, il quale anche allora volle negare l'accesso a tali conversazioni, e giustificandosi con il dire che agendo in questo modo avrebbe violato le norme sulla privacy degli stessi utenti, per non contare la fiducia sempre da parte di questi, che secondo il fondatore di due delle piattaforme più famose al mondo, andrebbe a perdere. 

Il blocco di Whatsapp

L'improvviso blocco a Whatsapp è avvenuto anche a dicembre del 2015, quando un giudice del Tribunale di San Bernardo Do Campo aveva decise di bloccare qualsiasi comunicazione per 48 ore, sempre per via di un'inchiesta criminale, in cui Whatsapp rifiutò categoricamente, per le stesse ragioni di privacy e preservazione della tutela degli utenti, la condivisione di conversazioni scambiate tra gli indagati. 

Il dibattito è ancora aperto e gli animi degli utenti che giornalmente usano la piattaforma per scambiare un'infinità di file e dati (messaggi, foto, video, canzoni, e molto altro), sono decisamente incandescenti, in quanto la privazione di tale piattaforma non permetterebbe più lo scambio di informazioni essenziali anche a livello lavorativo, oltre che a semplice scopo dilettevole.

Le polemiche che infiammano il web sono altrettanto e fra persone che considerano un atto di complicità quello commesso dal Presidente della famosa piattaforma in blu, e c'è chi invece considera giusto il rifiuto della divulgazione di informazioni personali, proprio per salvaguardare l'utenza che usufruisce del servizio. A ogni modo il giudice sembra irremovibile dalla sua prima, e per ora unica sentenza circa il blocco di Whatsapp in tutto il Brasile, Dopo aver condannato lo stesso Presidente a pagare 15mila dollari di multa, ogni giorno che passa dall'emissione della sentenza.

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In attesa di un'eventuale aggiornamento da parte del Tribunale, la popolazione di Rio De Janeiro, e dell'intero Brasile dovrà mettersi sotto a cercare un'eventuale 'app' alternativa, nel qual caso il giudice non voglia revocare la sua sentenza iniziale.

Da fonti ufficiali, queste le parole di un portavoce di WhatApp: "Siamo lieti che le persone in Brasile possano accedere nuovamente a WhatsApp. La Corte Suprema ha respinto rapidamente il blocco, perché considerato sproporzionato e perché  viola la fondamentale libertà di espressione delle persone.

Nella sua decisione, il capo della giustizia ha sottolineato come le persone provenienti da tutto il Brasile, tra cui i membri della magistratura, si affidano a WhatsApp per comunicare con gli altri ogni giorno, e sono proprio loro che subiscono le conseguenze maggiori quando un servizio è bloccato. Speriamo che questo metta fine ai blocchi che hanno punito milioni di brasiliani e che la gente possa continuare a utilizzare servizi come WhatsApp per rimanere in contatto con le persone che contano per loro".

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