Ancora guai per “Apple”, il colosso di cupertino, dopo la pesantissima richiesta di penale di 13 miliardi di euro inflitta dall’Antitrust dell’Unione Europea in merito a benefici fiscali ricevuti dall’azienda californiana. È partita nelle scorse ore, infatti, una class action contro Apple da parte di numerosi possessori di dispositivi “iPhone 6” ed “iPhone 6 Plus” per presunti problemi con il sistema “touch”.

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Gli atti del procedimento sono stati depositati presso la Corte Federale di San Jose in California. A darne notizia è stata l’associazione italiana “Sportello dei Diritti”, che ha anche comunicato di voler procedere anch’essa ad una class action contro Apple per lo stesso difetto.

“Touch Diseases”: chiesti i danni, parte l’accusa di frode

Il tutto è basato sul seguente ragionamento: dopo l’acquisto, i consumatori sono costretti a ridimensionare l’utilizzo dell’iPhone rispetto a quanto prospettato dalla società californiana.

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Il malfunzionamento è stato già denominato “Touch Diseases” e pare abbia interessato milioni di acquirenti dei costosi smartphone. In pratica la class action è stata incentrata su tale difetto del touch insieme alla comparsa di una barra lampeggiante sullo schermo, ma non solo. Il malfunzionamento, secondo gli utenti, sarebbe causato da diverse parti interne degli iPhone che non sarebbero dotati di copertura di metallo, a differenza di quanto avveniva con i modelli precedenti.

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Per questi motivi i querelanti americani hanno chiesto i danni e accusato Apple di frode e di violazione della legge che tutela i consumatori nello stato della California. 

Giorni complicati per Cupertino: 13 miliardi di euro di aiuti di stato illegali dall’Irlanda

Come già accennato, si tratta di giorni molto complicati per Cupertino, impegnato in queste ore a sbrogliare la matassa in cui è finito a causa della decisione dell’Ue.

L’Antitrust, insomma, ha chiesto all’Irlanda, dove ha sede la Apple in Europa, di recuperare aiuti di stato illegali, tra il 2013 e il 2014, per circa 13 miliardi di euro. Per la Ue sarebbe stato in vigore un accordo fiscale con Dublino assai vantaggioso per Apple, che avrebbe pagato imposte per percentuali bassissime negli ultimi anni. Le vendite dei prodotti, infatti, pare fossero registrate solo ed esclusivamente in Irlanda.

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